manuale_insolvenza

home / Archivio / Fascicolo / Ricorso per cassazione avverso le sentenze di separazione personale, divorzio, scioglimento unioni ..

indietro stampa articolo indice fascicolo leggi articolo leggi fascicolo


Ricorso per cassazione avverso le sentenze di separazione personale, divorzio, scioglimento unioni civili e i decreti pronunciati nei procedimenti ex art. 337 bis ss. c.c.

Cristina Cecchetti, Avvocata in Roma

L’articolo analizza la procedura dinnanzi alla Corte di Cassazione, soffermandosi in particolare sui filtri preliminari di ammissibilità/manifesta infondatezza, sul contenuto necessario degli atti e dei documenti da allegare ai fini dell’autosufficienza, nonché sulle principali regole e scadenze che i legali dovranno rispettare per predisporre un ricorso ammissibile ed evitare decadenze.

Le pronunce della Corte di Cassazione citate sono consultabili su http://www.italgiure.giustizia.it/sncass/ e su http:// www.italgiureweb.it.

The article examines the procedure in front of the Court of Cassation, in particular the preliminary filters, the necessary content of the parties’ acts and documents, the main rules and schedules to be followed by lawyers in order to succeed in drawing up an admissible application and avoiding forfeitures.

Sommario:

1. Il ricorso per cassazione avverso le sentenze che pronunciano la separazione personale dei coniugi, lo scioglimento del matrimonio o la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario, lo scioglimento dell’unione civile - 2. Il ricorso straordinario per cassazione avverso i decreti in materia di modifica delle condizioni di separazione e di divorzio e quelli relativi ai procedimenti ex art. 337 bis ss. c.c. - 3. Come confezionare un ricorso per cassazione - 3.1. Funzione del ricorso per cassazione e motivi di impugnazione - 3.2. Il contenuto del ricorso per cassazione - 3.3. Il c.d. “filtro” in Cassazione ex art. 360 bis c.p.c. e la c.d. inammissibilità di merito - 4. L’improcedibilità del ricorso per cassazione - 5. Controricorso e ricorso incidentale - 6. Il procedimento presso la VI Sezione e le Sezioni semplici - NOTE


1. Il ricorso per cassazione avverso le sentenze che pronunciano la separazione personale dei coniugi, lo scioglimento del matrimonio o la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario, lo scioglimento dell’unione civile

I giudizi di separazione personale dei coniugi, di divorzio e di scioglimento dell’unione civile sono disciplinati dagli artt. 706 ss. c.p.c. e dalla l. n. 898/1970 (per il rinvio che la l. n. 76/2016 opera alla legge sul divorzio) e terminano in ciascun grado con la pronuncia di una sentenza [1]. La sentenza di primo grado può essere impugnata tramite l’appello oppure attraverso il ricorso per Cassazione (c.d. omisso medio) ex art. 360, 2° comma, c.p.c., se le parti sono d’accordo per omettere l’appello [2] (ipotesi poco frequente) e per il solo motivo di violazione o falsa applicazione di norme di diritto di cui all’art. 360, 1° comma, n. 3, c.p.c., nel termine di sessanta giorni dalla notifica del provvedimento ai sensi dell’art. 325 c.p.c. o nel termine di sei mesi se la sentenza non viene notificata ex art. 327 c.p.c. La sentenza pronunciata in grado di appello può essere [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


2. Il ricorso straordinario per cassazione avverso i decreti in materia di modifica delle condizioni di separazione e di divorzio e quelli relativi ai procedimenti ex art. 337 bis ss. c.c.

Mentre i procedimenti di separazione personale dei coniugi, divorzio e scioglimento delle unioni civili sono regolati dagli artt. 706 ss. c.p.c. e dalla l. n. 898/1970 e si concludono, come detto sopra, con la pronuncia di una sentenza, i giudizi di modifica delle condizioni di separazione personale, di divorzio e di scioglimento delle unioni civili nonché quelli di cui agli artt. 337 bis c.c. ss. si chiudono, anche nel giudizio di reclamo ex art. 739 c.p.c., con la pronuncia di un decreto, trattandosi di procedimenti in Camera di Consiglio disciplinati dagli artt. 737 c.p.c. ss. Si pone così l’interrogativo se i provvedimenti resi all’esito del reclamo ex art. 739 c.p.c., aventi forma di decreto e non di sentenza, possano essere impugnati avanti la Corte di Cassazione, dal momento che l’art. 360 c.p.c. stabilisce che possono essere impugnate col ricorso per cassazione «le sentenze pronunciate in grado [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


3. Come confezionare un ricorso per cassazione

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


3.1. Funzione del ricorso per cassazione e motivi di impugnazione

Il ricorso per cassazione è un mezzo di impugnazione ordinario “a critica vincolata” limitato ai soli “errori di diritto”, non avendo di solito a differenza dell’appello effetto devolutivo, nel senso che non consente una rivalutazione del merito. Non costituisce dunque un terzo grado di giudizio [18], né le parti possono in sede di legittimità introdurre questioni o temi di contestazione nuovi [19], non affrontati nella fase di merito e non rilevabili d’ufficio. Con tale rimedio possono farsi valere solo i motivi di doglianza indicati tassativamente dall’art. 360, 1° comma, c.p.c., pena l’inammissibilità del ricorso stesso. L’art. 375, 1° comma, n. 1, c.p.c. infatti prevede che la Corte deve «dichiarare l’inammissibilità del ricorso principale e di quello incidentale eventualmente proposto, anche per mancanza dei motivi previsti dall’art. [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


3.2. Il contenuto del ricorso per cassazione

Nel confezionare il ricorso per cassazione, occorre prestare attenzione non solo all’art. 360 c.p.c., sopra analizzato, ma anche a quanto stabilito dall’art. 366 c.p.c. Tale norma prescrive che il ricorso per cassazione «deve contenere, a pena di inammissibilità: 1) l’indicazione delle parti; 2) l’indicazione della sentenza o decisione impugnata; 3) l’esposizione sommaria dei fatti di causa; i motivi per i quali si chiede la cassazione, con l’indicazione delle norme di diritto su cui si fondano, secondo quanto previsto dall’art. 366 bis; 5) l’indicazione della procura, se conferita con atto separato e, nel caso di ammissione al gratuito patrocinio, del relativo decreto; 6) la specifica indicazione degli atti processuali, dei documenti e dei contratti o accordi collettivi sui quali il ricorso si fonda». Sulla base di tale disposizione è stato enucleato dalla giurisprudenza di legittimità il principio [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


3.3. Il c.d. “filtro” in Cassazione ex art. 360 bis c.p.c. e la c.d. inammissibilità di merito

L’art. 360 bis c.p.c. ha introdotto due ulteriori ipotesi di inammissibilità, prevedendo che: «Il ricorso è inammissibile: 1) quando il provvedimento impugnato ha deciso le questioni di diritto in modo conforme alla giurisprudenza della Corte e l’esame dei motivi non offre elementi per confermare o mutare l’orientamento della stessa; 2) quando è manifestamente infondata la censura relativa alla violazione dei principi regolatori del giusto processo». Sin dall’entrata in vigore di tale innovativa norma [35], che mira a rafforzare nel nostro ordinamento il principio dello stare decisis e della vincolatività del precedente, ci si è chiesti se il ricorso scrutinato ai sensi dell’art. 360 bis, n. 1, c.p.c. dovesse essere dichiarato inammissibile, come si evince dal tenore letterale della norma, o piuttosto andasse rigettato per manifesta infondatezza. Tale interrogativo non è [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


4. L’improcedibilità del ricorso per cassazione

Una volta che il ricorso per cassazione è stato notificato, entro 20 giorni dall’ultima notifica deve essere depositato presso la Cancelleria della Corte di Cassazione, precisamente presso l’ufficio del Re­gistro Generale, a pena di improcedibilità ex art. 369 c.p.c. Unitamente al ricorso devono essere depositati il decreto di concessione del gratuito patrocinio, copia autentica della sentenza impugnata [45] con la relazione di notificazione [46], se questa è avvenuta, la procura speciale se conferita con atto separato, nonché gli atti processuali o documenti o contratti sui quali si fonda. Il mancato loro deposito determina l’improcedibilità del ricorso ex art. 369, 4° comma, c.p.c. È altresì causa di improcedibilità del ricorso ex art. 371 bis c.p.c. il mancato deposito, entro venti giorni dalla scadenza del termine perentorio assegnato dalla [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


5. Controricorso e ricorso incidentale

La parte contro la quale il ricorso è diretto, può contrastare l’impugnazione altrui mediante controricorso ex art. 370 c.p.c., che deve essere notificato al ricorrente entro venti giorni dalla scadenza del termine stabilito per il deposito del ricorso. In mancanza di tale notificazione il controricorrente può soltanto partecipare all’eventuale discussione orale, senza presentare me­morie. Al controricorso si applicano, in quanto è possibile, le norme di cui agli artt. 365 e 366 c.p.c. La giurisprudenza ritiene applicabile al controricorso, in forza del richiamo all’art. 366 c.p.c., il prin­cipio di autosufficienza, il rispetto del quale è da considerarsi assicurato anche quando l’atto non contenga l’autonoma esposizione sommaria dei fatti della causa, ma faccia semplicemente riferimento ai fatti esposti nella sentenza impugnata ovvero alla narrazione di essi contenuta nel [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


6. Il procedimento presso la VI Sezione e le Sezioni semplici

Una volta scaduti i termini per il deposito del controricorso (nel caso in cui sia stato proposto ricorso incidentale occorre attendere anche la scadenza del termine per il deposito del relativo controricorso), il ricorso viene trasmesso dall’ufficio del Registro generale al Primo Presidente, se sono presenti le condizioni previste dall’art. 374 c.p.c. per la decisione da parte delle Sezioni Unite, oppure alla “apposita sezione” di cui all’art. 376 c.p.c., 1° comma, vale a dire la VI Sezione civile, che compie un esame sommario sommario del ricorso, all’esito del quale se non ritiene sussistenti i presupposti di cui all’art. 375, 1° comma, nn. 1 e 5, rimette gli atti alla Sezione semplice. Il ricorso può quindi prendere da subito tre binari differenti: può essere deciso dalle Sezioni Unite [51] oppure può essere trattenuto per la decisione dalla VI Sezione, se ricorre uno dei presupposti di cui [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


NOTE

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio