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Editoriale

Giulia Sarnari, Avvocata in Roma

È stato detto che la capacità di un ordinamento di assicurare l’accesso alla giustizia non si misura esclusivamente sul livello della rapidità con il quale essa produce decisioni, ma anche sul livello della vicinanza di queste alla verità materiale e tale risultato può essere meglio raggiunto se è possibile esperire un nuovo giudizio dinanzi a un secondo giudice, che non è migliore del primo, ma, per il solo fatto di essere secondo, ha minor possibilità di sbagliare.

Avvertita è anche la necessità che in una materia così sensibile, come è quella dei diritti delle relazioni familiari, operi la garanzia costituzionale del controllo di legittimità delle procedure giudiziarie per una corretta e uniforme interpretazione evolutiva degli istituti.

Il primo articolo del Prof. Danovi offre un inquadramento a tutto campo del giudizio di appello avverso le sentenze di separazione e di divorzio/scioglimento della unione civile, mentre l’Avv. Simeone affronta la vexata quaestio della impugnazione dei provvedimenti provvisori emessi nell’ambito dei procedimenti di separazione e di divorzio/scioglimento della unione civile e tratta nello specifico dell’istituto del reclamo in corte di appello avverso il provvedimento presidenziale e delle criticità che pone la contemporanea vigenza dell’art. 708, ult. comma, c.p.c. con l’art. 709, ult. comma, c.p.c. L’Avv. De Strobel affronta il tema della impugnazione in appello dei provvedimenti emessi nei procedimenti relativi ai figli non matrimoniali e l’Avv. Barresi tratta il tema dell’appello dei decreti del tribunale per i minorenni; entrambe le autrici prestano particolare riguardo alla reclamabilità dei provvedimenti provisori.

A seguire l’Avv. Cecchetti tratta ad ampio spettro del ricorso per Cassazione, mentre la Dott. Tomai si sofferma sullo specifico argomento della ricorribilità in Cassazione dei provvedimenti ex artt. 330 e 333 c.c.

In questo quadro vi è anche da riconsiderare con attenzione lo strumento della revocazione ex art. 395 c.p.c., mezzo di impugnazione per lungo tempo ignorato e ritenuto desueto. La Prof. Ficcarelli, infatti, nell’analizzare in concreto quali sono i casi, tipici delle controversie familiari che possono dar adito a revocazione, osserva come in un’epoca in cui le corti sono oberate di ricorsi, è sempre più frequente e possibile, per il giudice, incorrere in una svista o in un errore di percezione e in cui, in forza di peculiari modalità di azione e di difesa dolose le parti consumano i più diversi espedienti per celare o falsare il proprio quadro economico-reddituale.

Non poteva mancare a completamento del numero una trattazione sul ricorso dinanzi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Di esso l’Avv. Menichetti offre una ampia panoramica, con esplicito invito agli avvocati a considerare questo rimedio sovranazionale un prezioso strumento di giustizia in caso siano state commesse nei procedimenti giudiziari violazioni dei diritti fondamentali della persona.