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Procedimento e procedimenti davanti al giudice tutelare

Massimo Dogliotti, Giudice della Prima Sezione Civile della Suprema Corte di Cassazione

L’articolo analizza i procedimenti davanti al giudice tutelare in tema di minori. L’autore esamina le caratteristiche generali, comuni ai procedimenti in camera di consiglio (artt. 737 ss. c.p.c.), la competenza territoriale, soffermandosi sul tema delle impugnazioni e sulla competenza che ai sensi degli artt. 739 c.p.c. e 45 disp. att. c.c., è affidata o al Tribunale ordinario o al Tribunale per i minorenni. Conclude con il procedimento di apertura e chiusura dell’Amministrazione di sostegno.

The article makes an analysis of the proceedings before the “Giudice tutelare”. The Author examines the overall characteristics, that are common with the procedures in chamber of council (art. 737 c.p.c. et seq.), the local jurisdiction, and then focuses about the appeals and the jurisdiction that may be conferred, in according to art 739 c.p.c. and art. 45 disp. att. c.c. implementing provisions, either to the “Tribunale ordinario” or to “Tribunale per i Mino­renni”. The article ends explaining the legal proceeding for opening supporting administration.

 

Sommario:

1. I caratteri generali - 2. La competenza territoriale - 3. Le impugnazioni - 4. Lí Amministrazione di sostegno - NOTE


1. I caratteri generali

Il procedimento davanti al giudice tutelare è regolato dalle disposizioni comuni ai procedimenti in camera di consiglio (artt. 737 ss. c.p.c.). Ma la sua posizione è anomala rispetto a quella di altri organi giudiziari. La funzione di “vigilanza” sulle tutele (di minori o maggiorenni) nonché sui provvedimenti assunti dal Tribunale (ordinario e per i Minorenni) richiede che, almeno in tali casi, il G.T. non sia vincolato all’istanza di parte e possa provvedere d’ufficio. Ma pur quando vi sia richiesta di parte, si manifesta ancora la singolarità della posizione del G.T.: nei casi di urgenza, l’istanza può essere fatta anche verbalmente (art. 43 disp. att. c.c.). In ogni caso – e ciò è caratteristico dei procedimenti in Camera di Consiglio – il giudice tutelare può disporre mezzi istruttori al di là di quanto proposto dalla parte: come è noto, l’art. 738 c.p.c. precisa [continua ..]

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2. La competenza territoriale

Territorialmente competente è di regola il giudice tutelare del domicilio del minore, che è poi quello della famiglia o del tutore; per l’interdetto, il riferimento è il domicilio del tutore. Ma talora possono rilevare la residenza o addirittura il luogo dove si trova il soggetto (ad es. per la dichiarazione di efficacia del provvedimento di affidamento extrafamiliare del minore); si potrebbe ipotizzare altresì una competenza concorrente tra il G.T. del luogo da cui il minore è partito e di quello ove egli è pervenuto per il richiamo alla casa familiare ex art. 318 c.c. [2]. Ma, ove sia in questione la posizione del minore, sempre di più si è affermata la competenza del luogo di sua residenza o dimora abituale [3]. Le regole suindicate dovrebbero valere (anche se la norma tace sul punto) pure per le recenti funzioni attribuite a G.T. in materia di disposizioni anticipate di trattamento ai sensi [continua ..]

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3. Le impugnazioni

Il giudice tutelare pronuncia con decreto, contro cui, nei dieci giorni dalla comunicazione, il P.M. può proporre reclamo; analogo potere ha pure la parte interessata. Ci si chiedeva, quando il G.T. era collocato presso ogni pretura, non essendo sempre chiaro quale fosse il giudice dell’impugnazione, Tribunale ordinario o per i Minorenni, e allo stesso modo, chi fosse il P.M. (presso il Tribunale ordinario o per i Minorenni) legittimato al reclamo [4]. Assai inopportunamente, con la soppressione delle preture e il collocamento del G.T., quale organo monocratico del Tribunale ordinario, non si è modificata la competenza del giudice del reclamo: ai sensi dell’art. 739 c.p.c. e 45 disp. att. c.c., il Tribunale ordinario in composizione collegiale o il Tribunale per i Minorenni, con una cervellotica distribuzione di funzioni, e con qualche margine di incertezza [5]. È da ritenersi, più specificamente, che, per i decreti emessi dal G.T. [continua ..]

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4. Lí Amministrazione di sostegno

Il procedimento di apertura (e chiusura) di Amministrazione di sostegno, davanti al giudice tutelare del luogo di domicilio o residenza dell’interessato, così come quelli di interdizione e inabilitazione, presenta caratteri contenziosi (accanto a quelli camerali, pur esistenti) che ben riflettono la presenza di diritti soggettivi nonché di un conflitto, almeno potenziale, e richiedono la piena operatività del “giusto processo ” di cui all’art. 111 Cost., novellato, per cui il procedimento stesso deve svolgersi nel contraddittorio delle parti, in condizioni di parità, davanti al giudice terzo ed imparziale . E, non a caso, l’art. 720 bis c.p.c. prevede che il decreto del G.T. sia reclamato davanti alla Corte d’Appello, e, contro il provvedimento da essa pronunciato, ammette il ricorso per cassazione [8]. Non così – evidentemente – l’attività gestoria e la richiesta di [continua ..]

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NOTE

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