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L'esecuzione del provvedimento di assegnazione della casa familiare

Giuseppina Vassallo

L’articolo prende le mosse dalla individuazione della natura del diritto all’assegnazione della casa familiare, riconosciuto solo in presenza di figli minori o maggiorenni non economicamente autosufficienti, non già a tutela del coniuge economicamente più debole. L’autrice si sofferma sulle iniziative coattive che possono essere assunte in caso di mancato rilascio, ponendo l’attenzione sulle pronunce della Suprema Corte che hanno ritenuto le sentenza attributive del diritto di assegnazione, implicite sentenza di condanna al rilascio dell’abitazione familiare.

The article starts with the identification of the the “Home rights”, recognised, for the italian Civil Law, only in the presence of minor or adult and economically non self-sufficient child, not already to protect the economically weaker partner. The author focuses on the actions that can be taken in the event of non-release of the family home, drawing at­tention to the Supreme Court’s rulings, which have considered the judgements that attribute the right of assignment, like a condemn sentence of the release of the family home.

Keywords: home allotment – family home – failure to release

Sommario:

1. Premessa. Natura del diritto dell'assegnatario - 2. I provvedimenti contenenti l’assegnazione della casa familiare - 3. Le azioni coattive in caso di mancato rilascio: la questione delle sentenze di condanna implicite - NOTE


1. Premessa. Natura del diritto dell'assegnatario

L’assegnazione della casa familiare è contenuta in provvedimento del giudice, nell’ambito della separazione e del divorzio, finalizzato a garantire la conservazione dell’habitat domestico nel quale hanno vissuto i figli fino al momento della crisi familiare. Venuto meno il criterio secondo cui l’assegnazione era disposta in favore del coniuge affidatario dei figli, a fronte della condivisione dell’affido, l’interesse del minore alla continuità abitativa rimane, ed è ancorato alla sua collocazione prevalente presso l’uno o l’altro genitore. Attualmente la materia è regolata dall’art. 337 sexies c.c. e dall’art. 6, 6° comma, l. divorzio n. 898/1970, normativa che riguarda, oltre la separazione consensuale e giudiziale, anche il caso di scioglimento, di cessazione degli effetti civili o di nullità del matrimonio, nonché i procedimenti relativi ai figli di genitori non [continua ..]

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2. I provvedimenti contenenti l’assegnazione della casa familiare

I provvedimenti giudiziali contenenti l’assegnazione della casa familiare sono: a) la sentenza che definisce il giudizio di separazione o divorzio, o procedimento ai sensi dell’art. 316 c.c.; b) l’accordo tra i coniugi omologato dal giudice nella separazione consensuale; c) l’ordinanza con cui il presidente del tribunale emana i provvedimenti provvisori e urgenti ai sensi dell’art. 708 c.p.c.; d) nel decreto con cui la Corte d’Appello in sede id reclamo delle ordinanze presidenziali, modifica le precedenti statuizioni; e) nell’ordinanza emessa dal giudice istruttore durante il giudizio di separazione o divorzio anche in revoca o modifica delle statuizioni presidenziali. I provvedimenti sopra menzionati sono dotati tutti di efficacia esecutiva. La sentenza che conclude il giudizio di separazione o di divorzio è dotata di efficacia esecutiva in forza del principio generale di cui all’art. 282 c.p.c., secondo il quale la [continua ..]

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3. Le azioni coattive in caso di mancato rilascio: la questione delle sentenze di condanna implicite

In seguito all’emissione del provvedimento di assegnazione della casa familiare, il genitore/co­niuge deve rilasciare l’abitazione immediatamente oppure nel termine indicato dal giudice o concordato tra le parti. In mancanza di spontaneo adempimento, il titolare del diritto di assegnazione può mettere in esecuzione il proprio diritto, essendo i provvedimenti attributivi, dotati della provvisoria esecutività. Con la spedizione in forma esecutiva del titolo è possibile iniziare una normale procedura di esecuzione forzata mediante consegna o rilascio. Dottrina e giurisprudenza si sono posti la questione se il provvedimento possa essere considerato in sé come sentenza di condanna. La giurisprudenza di legittimità ha ritenuto che potessero fondare un’esecuzione per consegna o rilascio talune sentenze costitutive, affermando che in esse doveva ravvisarsi una pronuncia di condanna implicita [5]. In passato, la Suprema Corte [continua ..]

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NOTE

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