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La formazione del titolo esecutivo per il pagamento del concorso al mantenimento del coniuge e dei figli. Sovrapposizione di titoli diversi

Elena Benedetti, Avvocata in Lucca

L’Autrice, dopo aver preliminarmente esaminato la diversa natura e funzione dell’assegno di mantenimento a seguito di separazione, dell’assegno divorzile e del contributo al mantenimento dei figli, analizza i diversi titoli esecutivi, la loro formazione e la loro decorrenza, affrontando anche la questione del loro coordinamento con attenzione alla novità prevista dal c.d. “Decreto Ristori” in tema di rilascio delle copie dei provvedimenti in formula esecutiva.

The Author, after first examining the different nature and function of maintenance payments and alimony and of the contribution towards maintaining children, the author analyzes the various enforceable titles, their formation, and their effect, also dealing with the issue of their coordination with attention to the new element provided for by the “Ristori Decree” in the matter issuing copies of the measures in an order of enforcement.

Keywords: writ of execution – alimony – separation – divorce – effective date.

Sommario:

1. Premessa: natura e funzione dell’assegno di mantenimento nei procedimenti di separazione e di divorzio - 2. Analisi dei titoli esecutivi: formazione e decorrenza - 3. Coordinamento tra i procedimenti di separazione, modifica delle condizioni di separazione e divorzio - 4. Decorrenza - 5. Procedimento di regolamentazione della responsabilità genitoriale - 6. Il rilascio delle copie dei provvedimenti in formula esecutiva - NOTE


1. Premessa: natura e funzione dell’assegno di mantenimento nei procedimenti di separazione e di divorzio

L’assegno di mantenimento per il coniuge in sede di separazione è per sua natura deputato a compensare l’eventuale disparità esistente nelle situazioni economico-patrimoniali dei coniugi e in tal modo a soddisfare non soltanto le esigenze di vita ma anche le legittime aspettative del coniuge economicamente più debole, nell’ottica del mantenimento del tenore di vita goduto in costanza di convivenza. In merito alla natura dell’assegno divorzile, è ormai noto il cambiamento radicale sancito dalla Pronuncia n. 18287/2018 della Corte di Cassazione a Sezioni Unite, la quale ha mutato radicalmente l’indirizzo tradizionale che prevedeva la natura assistenziale anche per l’assegno a favore del coniuge divorziato. Oggi all’assegno divorzile viene attribuita una funzione assistenziale ed in pari misura compensativa e perequativa. Pertanto, qualora vi sia uno squilibrio effettivo e non di modesta entità tra le [continua ..]

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2. Analisi dei titoli esecutivi: formazione e decorrenza

Dal punto di vista sistematico il processo di separazione ed il processo di divorzio devono ricondursi all’alveo dei procedimenti speciali (intendendosi con tale locuzione l’insieme di procedimenti che si differenziano dall’archetipo generale del rito di cognizione ordinario). Il carattere di specialità risponde del resto alla peculiarità delle situazioni sostanziali incise (status, diritti fondamentali e personalissimi delle parti, diritti dei figli minori della coppia), che formano il thema decidendum del processo e che quest’ultimo ha il compito di tutelare. La specialità del rito si concentra fondamentalmente nella sua costruzione bipartita e in particolare nella presenza di un apposito segmento processuale, la fase presidenziale, dotato di specifica funzione, natura e struttura. La centralità della fase presidenziale e l’importanza dell’ordinanza che ne costituisce il naturale epilogo appaiono immediatamente. La [continua ..]

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3. Coordinamento tra i procedimenti di separazione, modifica delle condizioni di separazione e divorzio

La cornice normativa in cui si inseriscono i procedimenti di separazione e divorzio è stata fortemente innovata a seguito della l. n. 162/2014 che ha introdotto la negoziazione assistita e, soprattutto, dalla l. n. 55/2015 che ha ridotto i termini per la presentazione della domanda di divorzio a sei mesi in caso di separazione consensuale decorrenti dall’udienza presidenziale e ad un anno in caso di separazione giudiziale, sempre decorrente dall’udienza presidenziale e laddove vi sia stata la pronuncia della separazione non definitiva relativa allo status [7]. La prima legge non crea problemi per il tema in esame in quanto l’art. 5 prevede espressamente che la convenzione di negoziazione assistita, sottoscritta dalle parti e dagli avvocati che le assistono, costituisce titolo esecutivo e titolo per l’iscrizione dell’ipoteca giudiziale, ma non per la trascrizione per la quale rimane necessaria la scrittura privata autenticata dal notaio. Per [continua ..]

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4. Decorrenza

L’assegno di mantenimento è per sua natura deputato a compensare l’eventuale disparità esistente nelle situazioni economico-patrimoniali dei coniugi e in tal modo a soddisfare non soltanto le esigenze di vita ma anche le legittime aspettative del coniuge più debole. Di particolare rilievo è quindi l’aspetto della sua decorrenza, poiché il processo per sua natura non rappresenta un evento istantaneo. Il legislatore ha introdotto una disposizione ad hoc nella legge divorzio, l’art. 4, 13° comma, per il quale «quando vi sia stata la sentenza non definitiva, il Tribunale, emettendo la sentenza che dispone l’obbligo della somministrazione dell’assegno, può disporre che tale obbligo produca effetti fin dal momento della domanda». La norma deve ritenersi pacificamente applicabile anche alla separazione, considerata la sostanziale unitarietà dei due processi, l’identica ratio, e [continua ..]

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5. Procedimento di regolamentazione della responsabilità genitoriale

I principi sono descritti sono applicabili anche ai procedimenti di regolamentazione della responsabilità genitoriale dei figli nati al di fuori del matrimonio [15]. La l. n. 219/2012 relativa alla riforma della filiazione, all’articolo 3, ha stabilito che nei procedimenti in materia di affidamento e di mantenimento dei minori, si applicano, in quanto compatibili, gli artt. 737 ss. c.p.c. (quindi il procedimento camerale), stabilendo espressamente che il Tribunale competente provvede in ogni caso in camera di consiglio e che i provvedimenti emessi sono immediatamente esecutivi, salvo che il giudice disponga diversamente.

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6. Il rilascio delle copie dei provvedimenti in formula esecutiva

In merito al rilascio delle copie dei provvedimenti in formula esecutiva, con la l. n. 176/2021 di conversione del d.l. n. 137/2020 (c.d. “Decreto Ristori”) con modifiche, è stato introdotto il 9° bis comma all’art. 23 con il quale si prevede la possibilità che «la copia esecutiva delle sentenze e degli altri provvedimenti dell’autorità giudiziaria di cui all’articolo 475 del codice di procedura civile può essere rilasciata dal cancelliere in forma di documento informatico previa istanza, da depositare in modalità telematica, della parte a favore della quale fu pronunciato il provvedimento» e che con la Circolare del 4 febbraio 2021 il Ministero della Giustizia ha chiarito che, limitatamente al periodo emergenziale, gli uffici giudiziari dovranno «rilasciare le copie esecutive con modalità telematica senza richiedere il versamento dei diritti di copia previsti dal DPR n. 115 del [continua ..]

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NOTE

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