Diritto Penale della Famiglia di Giorgio Fidelbo

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Editoriale

Giulia Sarnari, Avvocata del Foro di Roma

Nel 2015, esattamente con il numero 2 di quell’annata, ci occupammo a tutto campo della procreazione medicalmente assistita dopo un anno dalla sentenza della Corte cost. n. 162/2014 pubblicata il 18 giugno 2014, che abolì il divieto della fecondazione assistita eterologa contenuto nella l. n. 40/2004, e allora osservammo che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 10 luglio 2014 nel ricevere al Quirinale una delegazione del Comitato Nazionale per la Bioetica, affermò che «il silenzio osservato negli ultimi tempi dal parlamento sui temi della bioetica non può costituire un atteggiamento soddisfacente rispetto ai problemi la cui comples­sità e acutezza continua ad essere largamente avvertita» e che successivamente anche il Prof. Lorenzo D’Avack, presidente del Comitato Nazionale per la Bioetica, in occasione del XX Meeting del Forum dei Comitati Etici dei paesi della UE che si era svolto a Roma a novembre 2014, nell’ambito del semestre italiano, richiamò con forza l’attenzione del legislatore italiano a occuparsi e a regolamentare i problemi emergenti dal progresso scientifico in ambito procreativo, giacché è di palmare evidenza che si stanno delineando “modelli familiari diversi, privi di regole efficaci”.

Da allora, ancor oggi, nessun intervento legislativo!

Con questo numero 3 del 2021 affrontiamo sotto diversi aspetti e soprattutto in ottica transfron­taliera il tema specifico e dibattuto nell’ambito della più estesa questione della PMA, della maternità surrogata.

L’Avvocata Caterina Mirto spiega cosa è la maternità surrogata o tecnica dell’utero in affitto che si configura tutte le volte in cui si stipula un patto, a titolo oneroso o gratuito, con una donna che porterà a compimento una gestazione e ne esamina le diverse forme.

L’onerosità o la gratuità dell’accordo non esonera dalla illiceità del contratto, vietato dal nostro ordinamento, per innumerevoli motivazioni che, nell’ultimo trentennio, sono state oggetto di interessanti pronunzie giurisprudenziali di cui l’autrice da conto nel suo articolo, oltre che di par­ziali interventi legislativi e di accesi dibattiti a sfondo etico, sociale e religioso.

La maternità surrogata per l’ordinamento italiano è considerata una modalità illecita di creazione di un rapporto di filiazione, che integra, tra le altre fattispecie di reato, quella di affidamento illegale di minore ex art. 71 della l. n. 184/1983. Resta tuttavia il grande tema dello status e della tutela familiare dei bambini nati mediante maternità surrogata e al riguardo l’Autrice esamina in conclusione la sentenza della Corte cost. n. 33/2021 che come in altre occasioni lancia un monito fortissimo al legislatore, allorquando dichiara che, sulla materia «di grande complessità sistematica deve doverosamente cedere il passo alla discrezionalità del legislatore, nella ormai indifferibile individuazione delle soluzioni in grado di porre rimedio all’attuale situazione di insufficiente tutela degli interessi del minore».

L’Avvocato Alberto Figone affronta il tema della filiazione all’interno della coppia omoaffettiva, evidenziando l’importanza dell’intervento giurisprudenziale, che ha consentito di attribuire una veste legale al genitore intenzionale, nel rispetto di un approccio condiviso alla genitorialità. Sottolinea anch’egli la necessità di un intervento del legislatore, per evitare situazioni pregiudizievoli per i figli e discriminazioni tra i genitori in base al loro orientamento sessuale.

L’Avvocata Gabriella de Strobel mette in evidenza le diverse interpretazioni del diritto alla genitorialità del singolo emerse a seguito della sentenza della Corte cost. n. 162/2014 sino alla sentenza della stessa Corte n. 230/2020, di cui evidenzia le contraddizioni.

A seguire l’esame di ciò che accade in Francia (con l’articolo di Isabelle Rein-Lescastereyres e di Coline Le Cam-Mayou, in Germania (con l’articolo di Linda Lettieri), in Polonia (con l’arti­colo di Alfio Mancani), in Spagna (con l’articolo di Concha Ballester Colomer) e nel Regno Unito (con gli articoli di Suzanne Todd e Thomas Kurland e di Connie Atkinson e Veronica Dindo in chiave comparata).

Ognuno di questi ordinamenti auspica a gran voce l’intervento del legislatore.


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