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Il procedimento ex art. 709 ter c.p.c.: l'attuazione degli obblighi genitoriali nella crisi familiare

Federica Fuggetti (Avvocato in Trento)

L’art. 709 ter c.p.c. è stato introdotto dalla l. n. 54/2006 con lo scopo di disciplinare la soluzione delle controversie tra genitori nell’esercizio della responsabilità genitoriale e sanzionare eventuali inadempimenti, prevedendo un procedimento azionabile sia in via incidentale che in via autonoma rispetto ad un giudizio di separazione o divorzio. L’articolo introduce dei nuovi rimedi per comporre le divergenze e promuovere la cooperazione tra i genitori allo scopo di tutelare i minori in un’ottica di bi-genitorialità, colmando una grave lacuna del diritto di famiglia italiano.

La Corte di Cassazione (Sez. Un. n. 9978/2016) ha recentemente riconosciuto l’art. 709 ter c.p.c. tra i «rimedi risarcitori con funzione non riparatoria, ma sostanzialmente sanzionatoria» (c.d. “danni punitivi”), istituto non noto al nostro ordinamento, alimentando il vivace dibattito dottrinale sorto circa la natura e le norme applicabili al nuovo istituto.

La scarna formulazione dell’articolo, che non prevede una disciplina sostanziale e procedurale di dettaglio, ha infatti portato a differenti interpretazioni ed opinioni in merito a diversi aspetti (quali competenza, impugnazioni, ...), che l’articolo analizza tramite una disamina delle prime applicazioni giurisprudenziali.

 Art. 709 ter of the Civil Procedure Code has been introduced by Law n. 54/2006 with the purpose of regulating the resolution of disputes in the exercise of parental responsibility and sanctioning non-compliance, even independently of any link with a matrimonial proceeding. The article introduces remedies to solve conflicts and promote cooperation between parents in order to protect minors and uphold children’s right to maintain contacts with both of them, filling a gap of Italian family law.

The Italian Supreme Court has recently referred to art. 709 ter as an example of punitive damages (United Sections of Corte di Cassazione, n. 9978/2016), previously unknown to the Italian legal system, enriching the doctrinal debate about nature and rules applicable to new measures.

The incomplete formulation of the article, which does not provide an exhaustive substantial and procedural regulation, has in fact caused different interpretation and opinions about many aspects (such as jurisdiction, appeals, ...), that the article aims to examine focusing on judicial applications.

Sommario:

1. Una premessa - 2. Profili processuali: il presupposto applicativo, la competenza, il rito - 3. Le controversie rilevanti - 4. I provvedimenti adottabili: i provvedimenti opportuni e i rimedi tipizzati, natura dei provvedimenti risarcitori - 5. Le impugnazioni proponibili - 6. Il cumulo dei provvedimenti ex art. 709 ter c.p.c. e l’art. 614 bis c.p.c. - NOTE


1. Una premessa

Il procedimento previsto dall’art. 709 ter c.p.c. per la soluzione di controversie insorte tra genitori in ordine all’esercizio della responsabilità genitoriale sulla prole o alle modalità dell’affida­mento di quest’ultima, è stato inserito nel codice di rito dall’art. 2 della legge sull’affidamento condiviso (l. 8 febbraio 2006, n. 54) [1]. La norma di cui all’art. 709 ter c.p.c. s’ispira, pertanto, alla medesima ratio sottesa alla riforma sull’affidamento condiviso dei figli e sulla cooperazione tra genitori: garantire un’equilibrata ed armoniosa crescita dei figli attraverso un modello di collaborazione familiare incentrato non più sulla continuità del nucleo familiare bensì sulla valorizzazione dei rapporti con e tra i due genitori. Al fine di perseguire tale finalità, l’art. 709 ter c.p.c. ha introdotto «un [continua ..]

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2. Profili processuali: il presupposto applicativo, la competenza, il rito

Il procedimento ex art. 709 ter c.p.c. può essere instaurato in via principale [5] e in via incidentale nei giudizi di separazione o di divorzio, in quelli proposti a norma dell’art. 710 c.p.c., di affidamento dei figli nati fuori dal matrimonio, nullità del matrimonio, Tribunale per i Minorenni, i procedimenti ex artt. 330 e 333 c.c. che non siano stati attratti nella competenza del giudice ordinario e, infine, nella fase di gravame nei confronti dei provvedimenti assunti nei procedimenti sopra richiamati. Il presupposto applicativo della proposizione del procedimento di cui all’art. 709 ter c.p.c. è rappresentato dalla presenza di un provvedimento-sentenza, decreto di omologa o provvedimenti provvisori, ecc. [6] – relativo all’esercizio della responsabilità genitoriale, o delle modalità di affidamento della prole minorenne, a prescindere dall’eventuale [continua ..]

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3. Le controversie rilevanti

L’art. 709 ter c.p.c. è previsto per la «soluzione delle controversie insorte tra i genitori in ordine all’esercizio della responsabilità genitoriale» (questioni relative all’istruzione, all’educazione e alla salute) o controversie relative alle modalità dell’affidamento (diritti di visita, tempi di permanenza, ecc.) e, comunque, in caso di gravi inadempienze o di atti che comunque arrechino pregiudizio al minore od ostacolino il corretto svolgimento delle modalità di affidamento [16]. Ne discende che, ai sensi del 1° comma dell’art. 709 ter c.p.c., i genitori potranno rivolgersi al giudice solo per ottenere un provvedimento che risolva una controversia insorta tra loro in ordine all’esercizio della responsabilità genitoriale (ad es. scelta della scuola o del luogo di residen­za del minore), ovvero delle modalità di affidamento dei figli (ad esempio, [continua ..]

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4. I provvedimenti adottabili: i provvedimenti opportuni e i rimedi tipizzati, natura dei provvedimenti risarcitori

L’art. 709 ter c.p.c. conferisce al giudice il potere, da un lato, di assumere i “provvedimenti opportuni” per risolvere la controversia in corso [28] – quindi, anche modificando i provvedimenti in vigore – e dall’altro di adottare, a fronte dell’accertamento positivo di un grave inadempimento ovvero del mancato rispetto del contenuto degli obblighi previsti nel provvedimento giu­diziale, misure tipiche afflittive [29]. L’art. 709 ter c.p.c., al 2° comma, prevede: «il Giudice convoca le parti e adotta i provvedimenti opportuni. In caso di gravi inadempienze o di atti che comunque arrechino pregiudizio al minore od ostacolino il corretto svolgimento delle modalità dell’affidamento può modificare i provvedimenti in vigore e può anche congiuntamente: 1) ammonire il genitore inadempiente; 2) disporre il risarcimento dei danni, a carico di uno dei genitori, nei [continua ..]

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5. Le impugnazioni proponibili

Un ulteriore aspetto della disciplina di cui all’art. 709 ter c.p.c. è quello relativo alla tipologia di impugnazione esperibile avverso le decisioni assunte all’esito del procedimento in esame. L’ultimo comma dell’art. 709 ter c.p.c. si limita a prevedere con laconicità che «I provvedimenti emessi dal giudice del procedimento sono impugnabili nei modi ordinari». Secondo autorevole dottrina, con il ricorso a tale formula, il legislatore non ha voluto fare un mero riferimento alle impugnazioni ordinarie ma ha, sostanzialmente, previsto che per impugnare i provvedimenti pronunciati ai sensi dell’art. 709 ter c.p.c. non sono previste regole particolari, trovando applicazione le ordinarie regole di impugnazione del diritto comune [45]. Questa impostazione è stata condivisa anche dalla giurisprudenza, in particolare, dalla Corte di Cassazione che con la sent. 22 ottobre 2010, n. 21718, [continua ..]

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6. Il cumulo dei provvedimenti ex art. 709 ter c.p.c. e l’art. 614 bis c.p.c.

Per concludere la disamina del procedimento di cui all’art. 709 ter c.p.c., non ci si può esimere dallo svolgere alcune brevi considerazioni in merito alla tematica relativa al rapporto tra l’esa­minato procedimento e l’art. 614 bis c.p.c. e la cumulabilità dei provvedimenti previsti rispettivamente da entrambe le norme. L’art. 614 bis c.p.c. è stato introdotto con la riforma del processo civile attuata dall’art. 48 della l. 18 giugno 2009, n. 69, rimodellato dalla L. 27 giugno 2015, n. 83 e modificato dalla l. 6 agosto 2015, n. 132 e costituisce uno strumento generale di attuazione degli obblighi di fare infungibile o di non fare alla stregua della c.d. astreinte di matrice francese [53]. Come noto, trattasi di una misura coercitiva per cui il giudice a fronte di un obbligo di fare infungibile o di non fare, fissa la somma dovuta all’avente diritto per ogni violazione [continua ..]

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NOTE

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