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L'esecuzione forzata degli affetti: note per “un diritto mite” delle relazioni familiari

Ilaria Boiano, Avvocata in Roma, Dottore di ricerca in Tutela penale e Diritti della persona – Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa

L’Autrice affronta il tema dell’esecuzione dei provvedimenti di allontanamento dei figli minori da condotte genitoriali definite nei termini di alienazione genitoriale. Si interroga se l’esecuzione di tali disposizioni garantisca i diritti e le libertà fondamentali dei minorenni.

The Author deals with the theme of enforcing measures of removal of minor-age children from parental beha­viour defined in terms of parental alienation, asking whether the enforcement of these provisions guarantees children’s rights and fundamental freedoms.

Keywords: parental alienation – child abduction – enforcement – co-parenting.

Sommario:

1. Introduzione - 2. La misura dell’allontanamento dei figli minorenni nell’ordinamento: i casi previsti dalla legge - 3. L’allontanamento coatto del figlio minore dal genitore di riferimento - 4. L’esecuzione dell’allontanamento del figlio minorenne dalla casa familiare - 5. Conclusioni - NOTE


1. Introduzione

Il presente contributo intende offrire una lettura critica dell’esecuzione dei provvedimenti di allontanamento dei figli minorenni contro la loro volontà da un genitore di riferimento con successivo collocamento presso l’altro genitore o in struttura residenziale con restrizioni, finanche divieto, di contatto con il genitore dal quale sono stati allontanati, con la finalità di prevenire danni all’equilibrato sviluppo del minore derivanti, come si legge nei provvedimenti, da presunte condotte genitoriali definite nei termini di alienazione genitoriale o con altre espressioni riconducibili allo stesso quadro concettuale e veicolate ancora nei tribunali da assistenti sociali, psicologi, mediatori familiari e consulenti tecnici, pur in presenza di acclarate «devianze dalla scienza medica ufficiale e che risulti, sullo stesso piano della validità scientifica, oggetto di plurime critiche e perplessità da parte del mondo accademico [continua ..]

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2. La misura dell’allontanamento dei figli minorenni nell’ordinamento: i casi previsti dalla legge

L’art. 3 della Convenzione Internazionale dei diritti dell’infanzia (International Convention on the right of the child, sottoscritta a New York il 20 novembre 1989 e ratificata con l. 27 maggio 1991, n. 176), stabilisce che «in tutte le decisione relative ai fanciulli, di competenza sia delle istituzioni pubbliche o private di assistenza sociale, dei Tribunali, delle autorità amministrative o degli organi legislativi, l’interesse superiore del fanciullo». L’interesse preminente del minore richiede che soltanto circostanze eccezionali possano condurre alla rottura del legame familiare e che tutto deve essere fatto con l’obiettivo di mantenere le relazioni personali e ricostituire in seguito la famiglia e infatti l’art. 9 della medesima Convenzione stabilisce un obbligo di vigilanza in capo allo Stato «affinché il fanciullo non sia separato dai suoi genitori contro la loro volontà a meno che le autorità [continua ..]

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3. L’allontanamento coatto del figlio minore dal genitore di riferimento

Invocando le disposizioni sopra menzionate, la giurisprudenza minorile dovrebbe assumere i provvedimenti previsti nei casi di maltrattamenti diretti o indiretti, di violenza assistita, di violenza sessuale ossia in tutti i casi in cui si ravvisano in concreto fattispecie che configurano i reati previsti dall’art. 2, l. 19 luglio 2019, n. 69 [12], e ciò a prescindere dall’iniziativa autonoma dell’autorità giudiziaria penale. Nel nostro ordinamento però proprio questi tipi di comportamenti pregiudizievoli rimangono invisibili dinanzi all’autorità giudiziaria civile e minorile [13], mentre si registra un preoccupante ricorso alla misura della decadenza della responsabilità genitoriale o sospensione e all’allontana­mento coatto dei figli dal genitore di riferimento, individuando il pregiudizio da cui difendere i figli minorenni in presunte condotte “manipolative” attribuite a un genitore a danno [continua ..]

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4. L’esecuzione dell’allontanamento del figlio minorenne dalla casa familiare

La carenza di base legislativa di misure di limitazione della responsabilità genitoriale e di allontanamento coatto del figlio minorenne dal genitore di riferimento emerge in tutta evidenza in tema di esecuzione di tutti i provvedimenti “convenienti” di cui all’art. 333 c.c., ma anche di quelli di decadenza. L’esecuzione dei provvedimenti adottati ai sensi degli artt. 330 e 333 c.c. è affidata al controllo dei servizi sociali territorialmente competenti sotto la vigilanza del giudice tutelare, in ossequio alla norma di cui all’art. 337 c.c. [24]. Una parte della dottrina nega la possibilità di esperire le forme di esecuzione forzata [25], suggerendo l’intervento del Pubblico ministero, della polizia giudiziaria o dell’usciere. Riconoscendo titolo esecutivo idoneo a reggere l’esecuzione in forma specifica anche pronunce che non siano sentenza di condanna [26], si propone l’applicabilità [continua ..]

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5. Conclusioni

La lettura sistematica delle disposizioni invocate dall’autorità giudiziaria per giustificare la decisione dell’allontanamento forzoso del minore dal genitore di riferimento contro la volontà del minore e per presunte condotte di plagio, in un ordinamento che ha espunto la corrispondente fattispecie incriminatrice per illegittimità costituzionale, restituisce una grave e diffusa compressione della libertà personale, del diritto alla salute e al rispetto della vita privata e familiare nei confronti dei figli minorenni, ma anche del genitore dal quale il minore viene allontanato, in particolare sotto il profilo di una sistematica violazione del principio di riserva di legge, ma anche una violazione di fatto della riserva di giurisdizione. Dalla disamina della giurisprudenza di merito più recente emerge, infatti, che l’allontanamento viene adottato al di fuori dei casi previsti dalla legge con un’interpretazione analogica [continua ..]

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NOTE

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