famiglia e patrimonio

home / Archivio / Fascicolo / L'esecuzione dei provvedimenti relativi all'esercizio del diritto di visita e di collocamento

indietro stampa articolo indice fascicolo leggi articolo leggi fascicolo


L'esecuzione dei provvedimenti relativi all'esercizio del diritto di visita e di collocamento

Federica Di Benedetto, Avvocata in Pescara, Presidente AIAF Abruzzo, Tesoriere AIAF

Il sistema normativo come oggi concepito è in grado di rispondere effettivamente alla richiesta di attuazione e di esecuzione dei provvedimenti, resi nelle controversie di diritto di famiglia, che non attengano al pagamento di somme di danaro? L’articolo offre una disamina, anche storica, dell’attuale quadro e delle soluzioni possibili, onde garantire il funzionamento del sistema della bi-genitorialità.

Is the regulatory system as conceived today capable of effectively responding to the demand for implementing and enforcing the measures, rendered in family law disputes, that do not relate to the payment of sums of money? The article offers an examination and a historic analysis of the current framework and of the possible solutions in order to guarantee the functioning of the two-parent system.

Keywords: incoercibility – protective judge – custody – non-custodial parent.

Sommario:

1. La coercibilità dei provvedimenti che disciplinano il diritto di visita e di collocamento del minore - 2. L’art. 709 ter come strumento di attuazione - 3. Conclusioni - NOTE


1. La coercibilità dei provvedimenti che disciplinano il diritto di visita e di collocamento del minore

Una delle maggiori criticità del sistema normativo del diritto di famiglia è rappresentata, sicuramente, dalla incoercibilità degli obblighi derivanti dai provvedimenti attuativi del c.d. diritto di visita genitoriale ma, anche, del collocamento dei figli minori. La categoria delle misure coercitive indirette – ovvero infungibili – non è nuova nel nostro ordinamento giuridico, atteso che il legislatore ha dovuto sperimentare innovazioni normative, al fine di prevedere ipotesi di attuazione coattiva anche di obbligazioni a carattere infungibile. Ci si riferisce, in particolare, agli artt. 18 e 28, l. n. 300/1970 (Statuto dei lavoratori), all’art. 156, l. 22 aprile 1991, n. 633, relativa alla protezione del diritto d’autore, agli artt. 124 e 131, d.lgs. n. 30/2005, concernenti i diritti di proprietà industriale, all’art. 140, d.lgs. n. 206/2005 (codice del consumo), art. 37, d.lgs. n. 198/2006 (codice delle pari [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


2. L’art. 709 ter come strumento di attuazione

Questa grave situazione di incertezza non è cambiata neppure quando è stato introdotto l’at­tuale art. 709 ter c.p.c. [4] che ha previsto un potere di modifica ex post dei provvedimenti di affidamento, assieme a consistenti strumenti di coercizione indiretta a tutela (anche) della parte affidataria e che, in quanto riferito espressamente alle controversie sulle “modalità di affidamento” e ad atti che, comunque, «ostacolino il corretto svolgimento delle modalità dell’affidamen­to», si presta ad esser applicato anche al tema specifico dell’esecuzione, anche perché espressamente accompagnato da una disposizione diretta a renderlo di applicazione tendenzialmente generale: l’art. 4, 2° comma, l. n. 54/2006, che ha introdotto l’art. 709 ter, recita testualmente: «Le disposizioni della presente legge si applicano anche in caso di scioglimento, di cessazione degli effetti civili o [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


3. Conclusioni

Le aspettative di quanti attendono una soluzione alla difficile tematica rimarranno sostanzialmente deluse. Il tema della esecuzione dei provvedimenti in tema di famiglia, e soprattutto di minori, invero, investe necessariamente la conoscenza di diritto sostanziale, processuale civile e di diritto penale. In tale materia vi sono interessi profondamente conflittuali con problemi che allo stato attuale non risultano risolvibili perché il legislatore ha omesso di intervenire sul punto. Già con sentenza del lontano 1987 la Corte costituzionale, pur se con una pronunzia di inammissibilità, dichiarò l’assoluta peculiarità della natura delle esecuzioni sui minori e l’assoluta inadeguatezza dei mezzi a disposizione. Sin da allora veniva sollecitato il legislatore ad intervenire. In queste procedure il minore è soggetto-oggetto al contempo. Per tale motivo l’attuazione concreta del provvedimento, espressione più corretta [continua ..]

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio


NOTE

» Per l'intero contenuto effettuare il login inizio