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Editoriale

Giulia Sarnari, Avvocata del Foro di Roma

Il comitato di redazione ha ritenuto di dare nuovamente spazio al tema della esecuzione dei diritti di mantenimento e dei diritti dei minori, perché non sempre è agevole passare dalla statuizione astratta, all’effettiva attuazione di essa, dalla tutela del diritto sostanziale, alla sua reale e concreta esecuzione.

Le questioni sono diverse e con questo numero ne affrontiamo alcune secondo angoli prospettici diversi talvolta in utile contrapposizione per riflessioni non stereotipate.

L’Avv. Sertori nel trattare in apertura i rimedi esperibili in caso di inadempimento dell’obbliga­zione di mantenimento sia a favore del coniuge separato o divorziato che a favore del figlio, si intrattiene sulla procedura della ricerca telematica dei beni da espropriare ai sensi dell’art. 492 bis c.p.c. Si tratta di una procedura più innovativa della precedente disciplina, che sempre più viene utilizzata e che prevede che il creditore possa attivare, prima dell’avvio dell’esecuzione forzata e dunque senza che sia intervenuto un pignoramento con esito negativo, l’accesso telematico alle banche dati delle pubbliche amministrazioni per poter acquisire le informazioni rilevanti sul patrimonio del debitore da sottoporre ad esecuzione.

L’Avv. Benedetti analizza le peculiarità di ciascun titolo esecutivo che prevede una obbligazione pecuniaria (obbligazione di mantenimento a favore del coniuge separato, obbligazione di mantenimento a favore del coniuge divorziato e obbligazione di mantenimento a favore dei figli), la diversa natura e la formazione dei diversi titoli esecutivi che spesso determina anche una insidiosa sovrapposizione degli stessi. L’autrice dà anche conto nel dettaglio della nuova modalità prevista dal c.d. “Decreto Ristori” in tema di rilascio delle copie dei provvedimenti in formula esecutiva da parte del Cancelliere limitatamente al periodo emergenziale ancora in atto e che prevede il rilascio delle copie esecutive con modalità telematica senza il versamento dei diritti di copia previsti dal d.p.r. n. 115/2002. Le copie esecutive vengono dunque rilasciate come documento informatico, previa istanza da depositare in modalità telematica, della parte a favore della quale fu pronunciato il provvedimento.

L’Avv. Ciceri si sofferma sulla procedura dell’obbligo di pagamento diretto della obbligazione di mantenimento disposto a carico del datore di lavoro e ai rimedi in caso in cui a sua volta sia il datore di lavoro a non adempiere.

Il Dott. Ghezzi offre una panoramica completa del trattamento fiscale ai fini IRPEF, dell’asse­gno versato per il mantenimento del coniuge e dei figli, con evidenza delle relative differenze in termini di imponibilità/deducibilità.

L’Avv. Di Benedetto affronta il tema della concreta attuazione dei provvedimenti relativi al regime di affidamento e idonei a consentire ai figli l’accesso ad entrambi i genitori, e al riguardo il dott. Rizzuti prende spunto dalla giurisprudenza in punto di risarcimento del danno da mancata frequentazione del figlio con un genitore, per evidenziare il profondo mutamento cui il nostro sistema ordinamentale è andato incontro, sia per quanto riguarda le funzioni della responsabilità civile, sia per quanto attiene all’assetto delle relazioni familiari. L’autore evidenzia come, «a fronte di una fattispecie in cui il figlio ottiene la condanna della madre a risarcire il danno che ella ha cagionato impedendogli di frequentare il padre, risulta difficile non prendere atto di quanto profondamente siano cambiati gli assetti del diritto familiare rispetto ai tempi in cui una notissima dottrina proclamava la famiglia isola appena lambita dal mare del diritto. Abbiamo infatti assistito nel volgere di alcuni decenni al declino del paradigma di una famiglia intesa come istituzione chiusa in linea di massima estranea al diritto privato dei soggetti, almeno formalmente, eguali e semmai più agevolmente riconducibile ai paradigmi autoritativi di quello pubblico o di un tertium genus fra pubblico e privato ed il passaggio ad un odierno contesto in cui le categorie prettamente privatistiche del diritto generale dei rapporti obbligatori hanno, rovesciando la ricordata metafora, finito per sommergere quasi del tutto le terre di quello che è divenuto, secondo un’altra notissima immagine dottrinale, l’arcipelago familiare».

L’Avv. Boiano, con diversa veduta, tratta della esecuzione dei provvedimenti di allontanamento dei figli minori da condotte genitoriali definite nei termini di alienazione genitoriale e nell’in­terrogarsi se l’esecuzione di tali disposizioni garantiscano i diritti e le libertà fondamentali dei minorenni afferma, tra l’altro che «La lettura sistematica delle disposizioni invocate dall’autori­tà giudiziaria per giustificare la decisione dell’allontanamento forzoso del minore dal genitore di riferimento contro la volontà del minore e per presunte condotte di plagio, in un ordinamento che ha espunto la corrispondente fattispecie incriminatrice per illegittimità costituzionale, re­stituisce una grave e diffusa compressione della libertà personale, del diritto alla salute e al rispetto della vita privata e familiare nei confronti dei figli minorenni, ma anche del genitore dal quale il minore viene allontanato, in particolare sotto il profilo di una sistematica violazione del principio di riserva di legge, ma anche una violazione di fatto della riserva di giurisdizione. Dalla disamina della giurisprudenza di merito più recente emerge, infatti, che l’allontanamento viene adottato al di fuori dei casi previsti dalla legge con un’interpretazione analogica della nozione di comportamento maltrattante nei confronti dei figli che la legge pone a fondamento dell’adozione della misura di allontanamento dalla casa familiare, includendovi il costrutto ascientifico dell’alienazione parentale. La misura, inoltre, è posta in esecuzione mediante una coercizione psicologica e fisica ai danni del minore, condotta che se costituisce una forma di violenza che viola gli artt. 13 e 32 Cost. e l’art. 3 CEDU».

L’Avv. Innocenti ricorda infine come il mancato rispetto degli obblighi derivanti dalle statuizioni, siano esse contenute in un provvedimento giudiziale o in un accordo fra le parti, inerenti sia il contributo al mantenimento e le modalità di affidamento dei figli comporta l’irrogazione di sanzioni penali che l’ordinamento appresta per la tutela dei soggetti deboli e vulnerabili, in particolare i figli.