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Il nuovo rito – La l. n. 206/2021

Giulia Sarnari, Avvocata in Roma

Sommario:

1. Introduzione - 2. Alcuni principi del nuovo unico rito veloce e snello: il minore al centro - 2.1. Il contrasto alla violenza intrafamiliare - 2.2. La celerità del rito - 2.3. L’ascolto del minore - 2.4. La disclosure - 2.5. Unificazione del procedimento di divorzio a quello di separazione


1. Introduzione

AIAF a marzo 2021 ha sentito l’esigenza di fare un manifesto sui punti cardine della riforma processuale e ordinamentale del diritto di famiglia che da anni ha promosso e sollecitato e che finalmente il legislatore nel 2021 ha ritenuto di affrontare. E in data 9 dicembre 2021 è stata finalmente pubblicata la l. n. 206 che unitamente alla revisione del processo civile, riforma integralmente la giurisdizione dei diritti delle relazioni famigliari, delle persone e dei minori e le norme di procedura del rito famigliare, istituendo il Tribunale per le persone, per i minorenni e per le famiglie e unificando i tanti riti oggi esistenti, in unico rito. Per la formulazione di questo nuovo rito, il legislatore ha dato delega al governo di definire entro un anno dalla pubblicazione della legge, le norme processuali sulla scorta dei principi e dei criteri espressi con molto dettaglio al 23° comma, dell’unico articolo della legge delega n. 206/2021. Primariamente, il [continua ..]

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2. Alcuni principi del nuovo unico rito veloce e snello: il minore al centro

Non possiamo che essere massimamente soddisfatti comunque del fatto che la nuova giurisdizione specializzata sia stata dotata di un nuovo ed unico rito con il quale verranno trattate tutte le controversie familiari. Per ora non abbiamo la nuova procedura, il governo ci sta lavorando, ma abbiamo principi chiari che sono quelli da noi auspicati da anni e che più che lasciare questioni aperte, lanciano complesse sfide che saranno vinte solo se una volta entrate in vigore le nuove norme processuali vi sarà anche un cambio di passo della cultura giuridica in ambito famigliare. Si tratta di un rito infatti, in cui il minore, che è soggetto portare di propri diritti, avrà anche una propria legittimazione attiva nel processo che lo riguarda, sarà parte autonoma del processo, potrà postulare domande e richieste istruttorie, attraverso il curatore speciale che gli deve essere nominato. Il legislatore ha ampliato le fattispecie di nomina e ha previsto [continua ..]

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2.1. Il contrasto alla violenza intrafamiliare

Colpisce nel segno ed è straordinario poi che il legislatore abbia affermato che questo nuovo pro­cesso civile famigliare sia anche uno strumento primario per la emersione della violenza domestica e un luogo in cui deve e può essere intercettata e fermata. Come già previsto da prassi virtuose di diversi tribunali e procure, il governo, in attuazione della delega, deve dettare le modalità di coordinamento tra il giudice civile e le altre autorità giudiziarie, anche inquirenti. La delega sul punto è molto generica e dunque massima attenzione dovrà essere data nell’at­tuazione, alle modalità con cui dovrà concretizzarsi questo dialogo tra le due sedi giudiziarie, civile e penale, con attenzione alle garanzie di difesa, ogni qualvolta il giudice civile acquisisca dati e documenti dal giudice penale o dalle autorità di polizia giudiziaria e il PM a tutela della vittima, agirà anche nel processo [continua ..]

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2.2. La celerità del rito

Il nuovo unico rito è pensato affinché il giudice possa decidere l’intero procedimento già alla prima udienza. Un rito dunque veloce come da anni chiedevamo. Laddove il processo riguarda diritti disponibili il legislatore ha previsto delle preclusioni stringenti, sin dall’inizio del giudizio e allegazione e prove devono essere perfezionate negli atti introduttivi ed è alla prima udienza che il giudice si esprimerà sulle richieste di prova e laddove il processo deve continuare emetterà subito la sentenza sullo status. Il legislatore ha tuttavia previsto che il ricorrente possa espletare ulteriori difese a seguito della domanda del resistente e ciò sembra andrà fatto in un termine che sia precedente la prima udienza perché della previsione di una seconda udienza “preliminare” non pare vi sia spazio nella delega: vedremo la norma processuale come sarà confezionata. Certo è che il [continua ..]

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2.3. L’ascolto del minore

È di grande importanza che il legislatore abbia specificato che l’ascolto del minore debba essere effettuato dal giudice direttamente e ove ritenuto necessario con l’ausilio di un esperto, e ciò chiarisce definitivamente che l’esperto possa solo coadiuvare il giudice non essere da lui delegato. Il legislatore specifica anche che l’ascolto del minore sia sempre videoregistrato. Tale indicazione è significativa, perché cristallizza un momento processuale importante del processo a salvaguardia del diritto di difesa di tutte le parti. L’ascolto del minore infatti è stato definito un atto istruttorio, sia pur distinto da tutti gli altri, un vero e proprio nuovo “momento formale del procedimento” (Carbone, Cass. 5 marzo 2014, n. 5097), caratterizzante il processo famigliare che fa parte dell’istruttoria, perché contribuisce a dare al giudice un elemento fondamentale di comprensione. Si evidenzia [continua ..]

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2.4. La disclosure

Il legislatore ha previsto che le parti, anche se non vi sono minori, devono sempre depositare le denunce dei redditi degli ultimi tre anni, documentazione attestante la disponibilità mobiliari, immobiliari e finanziarie degli ultimi tre anni. Tale norma prende le mosse dalla prassi giudiziaria di molti tribunali che con il provvedimento di vocatio in ius impongono da oltre un decennio tale obbligo di trasparenza, sulla scorta del principio che prevede che nel processo famigliare vi sia non solo l’obbligo della partecipazione, ma anche l’obbligo di dire la verità con lealtà e trasparenza. Anche questo è un tratto distintivo tipico del processo famigliare, perché nel processo ordinario le parti hanno il diritto non solo di non parlare, ma anche di non dire la verità. L’obbligo della disclosure laddove si verte di diritti disponibili, è la perpetrazione di quei poteri officiosi che il legislatore con l’art. 5 [continua ..]

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2.5. Unificazione del procedimento di divorzio a quello di separazione

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