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Editoriale

Giulia Sarnari, Avvocata in Roma

Finalmente la riforma del processo familiare.

L’esito di una battaglia storica e identificativa di AIAF che, senza tema di essere smentiti, si è costituita quasi trent’anni fa sulla esigenza degli avvocati familiaristi di avere un unico rito veloce e snello, dinanzi ad un unico giudice, togato e specializzato.

Non appena l’associazione si è accorta che la sensibilità del legislatore stava cambiando, nel marzo 2021 ha pubblicato un Manifesto (in appendice), nel quale sono stati riassunti tutti i punti principali che si voleva fossero recepiti dal legislatore, ciò all’esito di un complesso lavoro articolato all’interno dell’associazione in diversi gruppi i cui coordinatori sono stati, l’Avv. Giulia Sapi, l’Avv. Alberto Figone, l’Avv. Caterina Mirto, l’Avv. Sandra Albertini, l’Avv. Concetta Gentili, con la supervisione dell’Avv. Alessandro Simeone.

E finalmente ecco che con la legge delega n. 206 pubblicata il 9 dicembre 2021 il legislatore, nel riformare il processo civile, al 23° comma dell’art. art. 1 (in appendice) ha enunciato principi radicalmente innovatori con riguardo alla giustizia familiare, sia dal punto di vista ordinamentale che processuale, che vanno nel senso espresso e auspicato dalla nostra associazione, principi, apprezzati e accolti con grande plauso anche da chi sembrava sino ad allora averli osteggiati.

A Padova, il 20 maggio 2022 presso la prestigiosa sede del Palazzo della Ragione, in Piazza delle Erbe, grazie alla ospitalità di AIAF Veneto si è tenuto il convegno nazionale in occasione dell’assemblea congressuale dei soci che si svolge ogni triennio, che è stato dedicato a questa radicale riforma della giustizia familiare appena varata e al ruolo dell’avvocatura nella tutela dei diritti e delle relazioni famigliari. Il ricordo è andato alle colleghe Maria Carla Serafini e Franca Alessio da poco scomparse e che tanto hanno dato all’associazione sui temi della riforma, l’Avv. Maria Carla Serafini anche insostituibile componente del comitato di redazione di questa rivista.

Pubblichiamo dunque gli atti del convegno che si è svolto con ampissima partecipazione con la coordinazione della Presidente Cinzia Calabrese e dell’avvocata Damiana Stocco.

L’avvocato Alberto Figone e le avvocate Gabriella De Strobel, Caterina Mirto, Valeria Vezzosi e la sottoscritta hanno incentrato i loro interventi sulle questioni ancora aperte che pone la legge delega n. 206/2021, anche rispetto a quanto affermato con il Manifesto AIAF del Marzo 2021, mentre ad illustrare i principi della riforma sono intervenuti il Prof. Avv. Filippo Danovi, Vicecapo dell’Ufficio Legislativo presso il Ministero della Giustizia, la Dott.ssa Sebastiana Ciardo e la Dott.ssa Monica Velletti, componenti sia della Commissione ministeriale per l’ela­borazione delle proposte di riforma del processo civile e degli strumenti alternativi, presieduta dal Prof. Avv. Francesco Paolo Luiso, che membri del gruppo di lavoro per l’elaborazione degli schemi di decreto legislativo recanti modifiche in materia di procedimento relativo a minorenni e famiglie, nonché il Prof. Avv. Stefano Delle Monache e l’Avv. Alessandro Simeone, entrambi membri del gruppo di lavoro per l’elaborazione degli schemi di decreto legislativo recanti modifiche in materia di procedimento relativo a minorenni e famiglie.

Ha partecipato al convegno e ha onorato tutti gli astanti con le sue riflessioni conclusive, prendendo spunto dagli interventi e dalle relazioni di tutti i relatori, il Prof. Avv. Francesco Paolo Luiso, Presidente della Commissione ministeriale per l’elaborazione delle proposte di riforma del processo civile e degli strumenti alternativi lavori recepiti dalla legge delega.

Hanno omaggiato l’AIAF con la loro presenza e sono intervenuti in conclusione, la Presidente di Cammino, Avvocata Maria Giovanna Ruo, il Prof. Avv. Claudio Cecchella, Presidente di ONDIF e l’Avv. Antonio de Notaristefani di Vastogirardi, Presidente UNCC.

* * *

E mentre questa rivista andava in stampa, è stato pubblicato il 17 ottobre 2022 il d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 149, che in attuazione della l. n. 206/2021 modifica il codice di procedura civile, alcune norme del codice civile anche per quanto riguarda la materia familiare e le disposizioni di attuazione. In particolare all’art. 3, 33° comma, stabilisce che nel codice di procedura civile viene introdotto nel Libro II sul Processo di cognizione, a seguire il Titolo IV, che detta le norme per le controversie di lavoro, il nuovo Titolo IV bis che detta le nuove norme per il procedimento in materia di persone, minorenni e famiglie (in appendice). Un nuovo unico rito unico che si propone di essere veloce e snello e che dunque studieremo, anche in relazione alla effettiva attuazione dei principi posti dalla legge delega n. 206/2021di cui si è ampiamente trattato al convegno di Padova.

Resta fermo l’impegno di tutta l’associazione sia a dedicarsi alla formazione del nuovo avvocato familiarista, che dovrà applicare questo nuovo ed unico rito che a promuovere, anche attraverso questa rivista, quella nuova cultura giuridica su cui poggia la riforma, affinché non si sviluppino prassi processuali che ne tradiscano la ratio ispiratrice, con la consapevolezza che pur soddisfatti per l’approdo raggiunto, ci troviamo ora di nuovo ai “blocchi di partenza”.

Al riguardo la Presidente Cinzia Calabrese ha concluso il suo intervento al congresso del­l’avvocatura di Lecce il 7 ottobre 2022 in rappresentanza di AIAF , esultando, Evviva la riforma! ma evidenziando anche quanto ancora protagonista dovrà sarà l’associazione nel formare l’avvocato familiarista, che sempre più dovrà valorizzare la procedura della negoziazione assistita, per privilegiare soluzioni concordate, ma anche affinché sia deflazionato l’accesso al nuovo giudice specializzato, verso la formazione del ruolo del curatore speciale del minore, figura centrale e caratterizzante il nuovo processo familiare che riconosce il minore quale parte autonoma del processo, e verso la sensibilizzazione per le situazioni di violenza domestica che il legislatore con il nuovo processo familiare impone di intercettare e fermare.