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La procreazione medicalmente assistita e la surrogazione di maternità

Ida Parisi, Avvocata in Taranto, Docente a contratto di Legislation and Bioethics in Medicine of Reproduction presso l’Università degli Studi di Teramo, International Lawyer Associate presso American Bar Association (ABA) Family Law Section, Assisted Reproductive Technologies Committee

L’Autrice si sofferma sull’analisi della normativa italiana in materia di PMA e sui diversi interventi della Corte costituzionale che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di alcuni dei divieti disciplinati dalla l. n. 40/2004. In seguito tratta della surrogazione di maternità, congiuntamente alla questione relativa al riconoscimento dello status filiationis di un minore nato a all’estero con maternità surrogata, spesso posta in termini di trascrivibilità dell’atto di nascita straniero, cui il contrasto con l’ordine pubblico rappresenta, spesso, un limite.

 

The Author analyzes Italian regulation in the matter of medically assisted procreation (MAP) and the various interventions by the Constitutional Court which has declared unconstitutional some of the prohibitions governed by Law no. 40/2004. She then discusses surrogate motherhood, along with the issue relating to recognition of the status filiationis of a child born by surrogate otherhood abroad – an issue often raised in terms of the transcribability of the foreign birth certificate, upon which the conflict with public policy represents a limitation.

Keywords: medically assisted procreation – gestational carrier (GC) – status filiationis – public order.

Sommario:

1. La Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) e l’introduzione di nuove forme di genitorialità - 2. La l. 19 febbraio 2004, n. 40 e la PMA in Italia - 3. Gli interventi della Corte costituzionale sulla l. n. 40 e i divieti ancora oggi pendenti - 4. La surrogazione di maternità o gestazione per altri (GPA) - 5. Lo status filiationis di un minore nato all’estero da GPA e PMA da single o coppie omo-affettive - 6. “Ordine pubblico”: l’evoluzione nel tempo - 7. Ordine pubblico e PMA - 8. Conclusioni - NOTE


1. La Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) e l’introduzione di nuove forme di genitorialità

La Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) è una procedura finalizzata, attraverso l’ausilio di tecniche e strumentazioni mediche, a realizzare il desiderio di avere un figlio di chi, per problemi di sterilità o infertilità, non può procreare in maniera naturale. La genitorialità da fecondazione assistita si affianca alla “genitorialità naturale”, riconosciuta a chi diventa genitore per mezzo del concepimento naturale che richiede, pertanto, un apporto di tipo biologico e genetico, nonché alla “genitorialità sociale”, da attribuire a chi intraprende e conclude un percorso di adozione, nell’ambito del quale l’apporto biologico o genetico diventa, invece, irrilevante. Infatti, nell’ambito della PMA, la genitorialità è riconosciuta e attribuita in base all’assunzione consapevole della responsabilità genitoriale, manifestata attraverso la sottoscrizione [continua ..]

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2. La l. 19 febbraio 2004, n. 40 e la PMA in Italia

In Italia è la l. 19 febbraio 2004, n. 40 [1] a disciplinare la Procreazione Medicalmente Assistita e a stabilire i relativi requisiti – soggettivi e oggettivi – di accesso. Esistono due tipologie di tecniche di PMA: la fecondazione assistita omologa e quella eterologa. Nel primo caso, non vi è alcuna donazione da parte di soggetti terzi: l’embrione è, infatti, creato con i gameti (ovociti e spermatozoi) della coppia che decide di intraprendere il percorso di PMA; nel secondo, invece, intraprende questo percorso chi, invece, ha la necessità di ricevere in donazione (parzialmente o totalmente) i gameti da un soggetto terzo. Entrambe le tipologie di fecondazione assistita sono legalmente riconosciute in Italia. In particolare, è l’art. 4, 1° comma, a individuare i casi in cui è consentito l’accesso alle tecniche in questione e a stabilire che lo stesso sia consentito quando sia stata accertata [continua ..]

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3. Gli interventi della Corte costituzionale sulla l. n. 40 e i divieti ancora oggi pendenti

La l. n. 40/2004 nasce con un impianto normativo particolarmente severo e restrittivo con riferimento alla tutela della libertà individuale e delle scelte procreative, nonché della libertà di ricerca scientifica; è, però, altresì, improntata ad un atteggiamento fortemente garantista nei confronti dell’embrione, dal quale discende, ad esempio, il divieto di utilizzare per la ricerca scientifica gli embrioni non idonei per una gravidanza. Tale impostazione si è, spesso, posta in contrasto con la tutela di alcuni diritti fondamentali individuali, nonché con il principio di autonomia decisionale del medico e ha portato alla declaratoria di illegittimità costituzionale di alcuni articoli della legge stessa. In particolare, prima che la Corte costituzionale intervenisse sull’impianto della l. n. 40/2004, i divieti vigenti in materia di PMA erano i seguenti: divieto di accesso alle tecniche di PMA per le coppie [continua ..]

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4. La surrogazione di maternità o gestazione per altri (GPA)

Il tema della surrogazione di maternità (o GPA gestazione per altri) si ricollega alla questione della procreazione medicalmente assistita, pur non costituendo di per sé alcuna tecnica procreativa: infatti, è l’utilizzo di tali procedure, e, in particolare della inseminazione artificiale eterologa, a rappresentare un mezzo per realizzare le diverse ipotesi di surrogazione materna. In particolare, l’accordo di gestazione per altri è concluso tra una donna che sceglie, in maniera libera, autonoma e volontaria, di portare avanti la gravidanza per conto altrui, così dando alla luce il minore rinunciando a qualsivoglia diritto genitoriale sul nascituro e un soggetto singolo o una coppia di genitori intenzionali che non possono procreare in maniera naturale e si impegnano ad assumere la piena custodia e la responsabilità genitoriale del nato fin dalla nascita. In Italia è la n. 40/2004 a stabilire all’art. 12, 6° comma [continua ..]

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5. Lo status filiationis di un minore nato all’estero da GPA e PMA da single o coppie omo-affettive

Considerato il divieto vigente disciplinato dall’art. 12, 6° comma, della l. n. 40/2004, nonché le altre disposizioni inerenti l’accesso alla PMA in Italia, consentito esclusivamente a coppie di sesso diverso conviventi o sposate, è fondamentale analizzare il tema della riconoscibilità in Italia dello status dei figli nati con GPA all’estero o, tramite tecniche di fecondazione assistita, da single o nell’ambito di coppie omo-affettive di nazionalità italiana. Infatti, se da un lato, soprattutto se il minore nasce in un paese del quale acquisisce altresì la cittadinanza, è l’art. 33 della l. n. 218/1995 a disciplinare che «lo stato di figlio è determinato dalla legge nazionale del figlio o, se più favorevole, dalla legge dello stato di cui uno dei genitori è cittadino, al momento della nascita ...», dall’altro, non sempre tale riconoscimento avviene in maniera automatica [continua ..]

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6. “Ordine pubblico”: l’evoluzione nel tempo

La nozione di ordine pubblico, non potendosi identificare con un concetto unitario, è stata oggetto, negli anni, di notevoli mutazioni, in base alla interpretazione che la giurisprudenza ne ha fornito, di volta in volta, con inevitabili ricadute sulle situazioni soggettive, in termini di tutela dei diritti dei soggetti coinvolti – in particolare i più deboli, i minori – e di riconoscimento delle relazioni familiari. Secondo una risalente interpretazione (anni ’60-’70), l’ordine pubblico veniva inteso come limite di sbarramento alla circolazione interna di istituti giuridici stranieri e, come tale, originariamente riferito ai principi evincibili dalla normativa interna inderogabile [6], nonché ispirato dalla difesa delle concezioni morali e politiche che ne costituivano il fondamento; secondo un orientamento giurisprudenziale consolidato [7], pertanto, la nozione di ordine pubblico non doveva essere intesa in senso astratto [continua ..]

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7. Ordine pubblico e PMA

L’evoluzione della definizione di “ordine pubblico” rileva particolarmente nell’ambito della discussione avente ad oggetto il riconoscimento dello status filiationis attribuito ad un minore nato a seguito di tecniche di PMA o GPA in paesi stranieri. In particolare, in materia di riconoscibilità della doppia maternità di un bambino nato in Spagna, a seguito di un percorso di fecondazione assistita eterologa, la Suprema Corte [9], ispirandosi al concetto di “ordine pubblico internazionale” ha evidenziato che «... il giudice italiano, chiamato a valutare la compatibilità con l’ordine pubblico dell’atto di stato civile straniero, i cui effetti si chiede di riconoscere in Italia, a norma degli artt. 16, 64 e 65 della legge n. 218 del 1995 e 18 DPR n. 396 del 2000, deve verificare non già se l’atto straniero applichi una disciplina della materia conforme o difforme ad una o più norme interne [continua ..]

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8. Conclusioni

Nel portare avanti la discussione su tali temi, spesso si assiste ad un disallineamento tra l’evo­luzione scientifica, sempre più veloce, che influisce sulla vita delle persone, così determinando forti cambiamenti a livello sociale e la risposta giuridica o, comunque, del legislatore, che dovrebbe garantire una tutela dei diritti fondamentali di tutti i soggetti coinvolti, ma che, spesso, risulta totalmente inerte. Con particolare riferimento al tema della tutela dei minori nati all’estero da procreazione medicalmente assistita (o GPA), sono stati i giudici ad adottare, spesso, soluzioni creative per il raggiungimento di un compromesso tra la tutela del superiore interesse del minore e la protezione dell’interesse pubblico, spesso identificato, nei casi di surrogazione materna, con la dignità della gestante e l’istituto dell’adozione. Nei casi di questo tipo, la soluzione identificata sia dalla giurisprudenza di merito, sia [continua ..]

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NOTE

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