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Pubblicazione immagini dei minorenni sui social senza il consenso dell'altro genitore: rimedi civilistici e rischi

Angela Giannetti, Avvocata in Firenze

L’Autrice illustra la disciplina inerente alla pubblicazione delle immagini di soggetti minori di età sui social network, con particolare riguardo ai rimedi civilistici esperibili nel caso in cui la pubblicazione dell’immagine del figlio minore avvenga senza il consenso di entrambi i genitori. L’Autrice si sofferma anche sui rischi di natura sociale connessi alla circolazione delle immagini di minorenni sul web.

 

The Author illustrates the rules relating to posting images of children on social networks, with particular regard to the civil-law remedies available in the event that the child’s image is posted without the consent of both parents. She also discusses the social risks connected with circulating images of children over the Internet.

Keywords: publishing images – social networks – minors.

Sommario:

1. Premessa - 2. Normativa di riferimento - 3. Rimedi civilistici ed orientamenti giurisprudenziali - 4. Scuola ed enti ricreativi: cattive prassi ed autorizzazione alla pubblicazione di immagini di minorenni - 5. Quando il soggetto minore pu˛ decidere da solo - 6. Rischi connessi alla pubblicazione delle immagini di soggetti minori online: adescamento e pedopornografia, un trend in crescita. Buone prassi e prevenzione - NOTE


1. Premessa

La pubblicazione delle immagini (foto e video) di soggetti minori sui social media è un fenomeno che ha acquisito, e sta acquistando, sempre maggiore consistenza nella società occidentale odierna. Chiunque può constatare la cospicua mole di immagini costantemente pubblicate online, che ritraggono i minori in vari momenti della vita quotidiana: a casa, a scuola, in vacanza e, più in generale, in luoghi abitualmente frequentati come centri sportivi e ricreativi. Non è raro che il post pubblicato sul social network riporti, non solo l’immagine del minore, ma anche il luogo esatto in cui è stata scattata la fotografia, le cui coordinate sono spesso esplicitate tramite l’ap­plicazione di Google Maps. Questo fenomeno ha assunto una portata tale da essere stato etichettato con il termine inglese “sharenting”, neologismo di matrice statunitense che deriva dalla fusione delle parole inglesi “share” [continua ..]

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2. Normativa di riferimento

Una prima importante indicazione circa le conseguenze dell’abuso dell’altrui immagine viene dall’art. 10 c.c., il quale recita: «Qualora l’immagine di una persona o dei genitori, del coniuge o dei figli sia stata esposta o pubblicata fuori dei casi in cui l’esposizione o la pubblicazione è dalla legge consentita ovvero con pregiudizio al decoro o alla reputazione della persona stessa o dei detti congiunti, l’autorità giudiziaria, su richiesta dell’interessato, può disporre che cessi l’abuso, salvo il risarcimento dei danni». Tale norma è alla base di tutte le pronunce in tema di abuso nella diffusione dell’immagine di familiari, non solo quindi dei figli minori ma anche del partner e di altri familiari. Altro importante riferimento è la legge sul diritto d’autore, ovvero la n. 633 del 22 aprile 1941, che all’art. 96, 1° comma [1], sancisce il divieto di esporre, [continua ..]

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3. Rimedi civilistici ed orientamenti giurisprudenziali

La giurisprudenza di merito offre spunti importanti per quanto attiene alle tutele da esperirsi in concreto contro la sovraesposizione sui canali social dei minorenni. Nei casi in cui tale esigenza di tutela emerga nell’ambito della crisi familiare, ciò rappresenta un elemento che acuisce il conflitto tra i genitori, venendo così a costituire un elemento accessorio ed ulteriore dei procedimenti volti a regolare, a qualsiasi titolo, i rapporti genitori-figli. Un importante strumento processuale volto a far cessare la diffusione di immagini di minori sui social è costituito dal ricorso ex art. 709 ter c.p.c. [5]. In caso di gravi inadempienze o comunque di atti che arrechino pregiudizio al minore, il Giudice può modificare i provvedimenti in vigore e, oltre ad ammonire il genitore inadempiente, può anche condannarlo ad un risarcimento del danno in favore del minore o dell’altro genitore. Dal 22 giugno 2022, data in cui entreranno in [continua ..]

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4. Scuola ed enti ricreativi: cattive prassi ed autorizzazione alla pubblicazione di immagini di minorenni

Giova spendere una breve riflessione sulle prassi che si riscontrano di frequente all’interno di istituzioni scolastiche e ricreative in merito alla prestazione del consenso, da parte dei genitori, alla pubblicazione di immagini dei minori. Come è noto, tali istituzioni sono solite chiedere, relativamente ai minori iscritti, di essere autorizzate al trattamento dei dati personali e all’utilizzo foto, video e audio ripresi dagli operatori o persone incaricate e alla loro successiva pubblicazione e diffusione in qualsiasi forma sul sito internet istituzionale o su qualsiasi altro mezzo di diffusione o canale social nonché alla conservazione di tale materiale. In mancanza di normative specifiche sul punto, il consenso al trattamento dei dati personali del minore degli anni quattordici (art. 2 quinquies, d.lgs. 10 agosto 2018, n. 101) non può prescindere dal consenso di entrambi i genitori. Spesso, tuttavia, tali moduli erroneamente richiedono la [continua ..]

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5. Quando il soggetto minore pu˛ decidere da solo

Un aspetto peculiare riguarda l’età minima raggiunta la quale un soggetto minorenne può decidere da solo in merito all’utilizzo dei propri dati personali. L’art. 2 quinquies del Codice della Privacy, in conformità a quanto previsto dall’art. 8, par. 1 del Regolamento [19], prevede che i minori possano validamente prestare il loro consenso al trattamento dei dati personali solo una volta compiuti gli anni quattordici; per quelli di età inferiore il consenso sarà prestato da coloro che esercitano la responsabilità genitoriale. Inizialmente, l’orientamento prevalente era quello di fissare l’età minima per prestare tale consenso ai sedici anni. L’anticipazione dell’età minima per prestare il consenso al trattamento dei propri dati, dai sedici ai quattordici anni, pone un quesito interessante circa la reale capacità del minore, appena quattordicenne, di valutare seriamente [continua ..]

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6. Rischi connessi alla pubblicazione delle immagini di soggetti minori online: adescamento e pedopornografia, un trend in crescita. Buone prassi e prevenzione

In ultimo ma non meno importante, vi è l’analisi dei possibili rischi connessi ad una sovraesposizione sui social network dei soggetti minori di età. Tali immagini, infatti, rischiano di essere facilmente reperite dai malintenzionati presenti in rete ed utilizzate impropriamente, ad esempio al fine di trarne materiale pedopornografico, mediante modifica e successiva sovrapposizione ad immagini preesistenti da scambiare poi con altri utenti sul dark web. Un altro pericolo, soprattutto nel caso di pubblicazione frequente di foto dei minori nei luoghi da loro abitualmente frequentati (scuola, parco giochi, centri sportivi ed altro) è quello di adescamento, in quanto il malintenzionato, adocchiato il bambino o l’ado­lescente in rete, è in possesso di informazioni dettagliate che lo riguardano. La pericolosità non risiede tanto nell’utilizzo di un social network piuttosto che un altro, quanto nel numero di foto o video [continua ..]

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NOTE

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