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L'assegno unico ed universale per i figli a carico: prospettive di inserimento della nuova misura, applicazioni pratiche, focus sui nuclei familiari disgregati

Giorgia Perzia, Avvocata in Firenze

L’Autrice illustra la disciplina dell’Assegno Unico ed Universale per figli a carico, beneficio a sostegno della filiazione e della famiglia introdotto dal d.lgs. n. 230/2021 che ha preso il posto di numerosi altri istituti di sostegno economico della famiglia precedentemente previsti nell’ordinamento italiano. Approfondisce poi i risvolti applicativi della nuova normativa nell’ambito delle famiglie disgregate.

 

The Author illustrates regulation of the single universal child benefit (Assegno Unico ed Universale) for dependent children, a benefit in support of filiation and the family introduced by Legislative Decree no. 230/2021 that has taken the place of many other institutions of economic support previously provided for in the Italian legal system. She then examines on a deeper level the new regulation’s applicative implications in the area of broken-up families.

Keywords: universal single allowance – dependent children – household.

Sommario:

1. La normativa istitutiva dell’Assegno Unico ed Universale per figli a carico - 2. La normativa istitutiva dell’Assegno temporaneo per figli minori e l’introduzione all’AUU - 3. La disciplina dell’Assegno Unico ed Universale per figli a carico: le caratteristiche di unicità e universalità - 4. Chi sono i “figli a carico” - 5. Requisiti per presentare la domanda, ammontare del beneficio, modalità di presentazione, decorrenza dei pagamenti - 6. Il nucleo familiare ai fini ISEE - 7. I soggetti legittimati alla percezione dell’AUU in caso di separazione e divorzio - 8. Altri soggetti legittimati alla percezione dell’AUU - 9. Effetti della riforma - NOTE


1. La normativa istitutiva dell’Assegno Unico ed Universale per figli a carico

La l. 1° aprile 2021, n. 46, di iniziativa parlamentare, ha conferito una delega al Governo per riordinare, semplificare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l’introdu­zione dell’Assegno Unico ed Universale per figli a carico (di seguito “AUU”). Con l’approvazione del d.lgs. 21 dicembre 2021, n. 230 il Governo ha dato attuazione alla legge delega introducendo l’AUU nel nostro ordinamento. L’AUU è stato concepito come una misura a sostegno della filiazione perché requisito ai fini della concessione di questo beneficio è unicamente la presenza di figli nel nucleo familiare. Scopo, molto ambizioso, della nuova misura individuato nella legge delega è quello di «favorire la natalità, di sostenere la genitorialità e di promuovere l’occupazione, in particolare femminile». Proprio per meglio perseguire tale scopo, l’assegno non concorre alla [continua ..]

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2. La normativa istitutiva dell’Assegno temporaneo per figli minori e l’introduzione all’AUU

Con d.l. 8 giugno 2021, n. 79 erano state introdotte misure urgenti in materia di assegno temporaneo per figli minori di anni 18. Ai sensi dell’art. 1 di tale decreto, l’assegno temporaneo spettava a decorrere dal 1° luglio 2021 e fino al 31 dicembre 2021, termine poi prorogato al 28 febbraio 2022 [3], «ai nuclei familiari che non abbiano diritto all’assegno per il nucleo familiare». Abbiamo dovuto quindi individuare a contrario dalla normativa in tema di assegno per il nucleo familiare i soggetti cui era destinato l’assegno temporaneo per figli minori. L’art. 2, 10° comma del d.l. 13 marzo 1988, n. 69 convertito nella l. 13 maggio 1988, n. 153 in tema di Assegno per il nucleo familiare prevedeva che «L’assegno non spetta se la somma dei redditi da lavoro dipendente, da pensione o da altra prestazione previdenziale derivante da lavoro dipendente è inferiore al 70 per cento del reddito complessivo del nucleo [continua ..]

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3. La disciplina dell’Assegno Unico ed Universale per figli a carico: le caratteristiche di unicità e universalità

Il nuovo assegno introdotto e disciplinato dal d.lgs. n. 230/2021 racchiude all’interno del suo nomen le caratteristiche principali che il legislatore ha voluto conferirgli. L’assegno è stato definito “unico” in quanto in seguito alla sua entrata in vigore esso sarà l’unico strumento a sostegno della genitorialità emesso dall’INPS. Con la sua entrata in vigore (marzo 2022), il legislatore ha anzi eliminato alcuni istituti a sostegno della filiazione e della genitorialità precedentemente in vigore dedicati a soggetti aventi differenti requisiti. Si tratta del bonus nascita [6], del bonus bebè [7], degli assegni per nuclei familiari con almeno tre figli minori [8], delle detrazioni per figli a carico in busta paga [9] – che sono state mantenute per figli con età superiore ai 21 anni –, ed ovviamente dell’assegno per il nucleo familiare [10] e dell’assegno [continua ..]

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4. Chi sono i “figli a carico”

L’AUU è riconosciuto per ogni “figlio a carico”. Con tale espressione si intende ogni figlio minorenne ed ogni figlio maggiorenne a carico. Per i figli a carico maggiorenni, comunque fino al compimento dei 21 anni, l’importo è ridotto e sono stati introdotti ulteriori requisiti, onde evitare che la percezione dell’AUU ne scoraggiasse l’ingresso nel mondo del lavoro [14]: la percezione è condizionata al fatto che il maggiorenne frequenti un corso di formazione scolastica o professionale, un corso di laurea, oppure svolga un tirocinio ovvero un’attività lavorativa e possieda un reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui, oppure sia registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego, oppure infine svolga il servizio civile universale. La normativa istitutiva dell’AUU prevede inoltre che si intenda “a carico” ogni figlio con disabilità [continua ..]

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5. Requisiti per presentare la domanda, ammontare del beneficio, modalità di presentazione, decorrenza dei pagamenti

L’assegno è riconosciuto a condizione che al momento della richiesta e per tutta la durata del beneficio permangano quanto al richiedente determinati requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno. Il genitore richiedente deve essere soggetto al pagamento di IRPEF in Italia. Deve inoltre essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, oppure sia cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, oppure sia titolare di permesso unico di lavoro autorizzato a svolgere un’attività lavorativa per un periodo superiore a sei mesi o titolare di permesso di soggiorno per motivi di ricerca autorizzato a soggiornare in Italia per un periodo superiore a sei mesi. Il richiedente deve essere residente e domiciliato in Italia, o quantomeno residente in Italia da [continua ..]

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6. Il nucleo familiare ai fini ISEE

La DSU che deve essere presentata per l’ottenimento dell’ISEE deve far riferimento all’intero nucleo familiare alla data di presentazione. Si dovrà fare riferimento quindi a tutti i componenti residenti anagraficamente insieme, quindi all’interno dello stesso stato di famiglia, legati da vincoli di coniugio, parentela o comunque di tipo affettivo. Anche eventuali nonni o zii conviventi concorreranno all’individuazione del livello ISEE della famiglia e quindi alla determinazione dell’importo di AUU. Per tale dichiarazione occorrerà far riferimento a tutte le componenti reddituali e patrimoniali intestate ai componenti del nucleo familiare, quali redditi percepiti, immobili, depositi bancari con indicazione di saldi e giacenze medie, autovetture, motocicli superiori ai 500 cc, imbarcazioni, ecc. I titolari di imprese, partecipanti in società, i liberi professionisti ed in generale tutti i lavoratori a partita iva dovranno [continua ..]

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7. I soggetti legittimati alla percezione dell’AUU in caso di separazione e divorzio

Nell’ipotesi di genitori separati, anche di fatto, o divorziati, che hanno disciplinato con provvedimento di Tribunale l’affidamento del figlio minore in via condivisa fra loro, la nuova normativa prevede espressamente all’art. 6, 4° comma, d.lgs. n. 230/2021, che l’INPS eroghi l’assegno con importo suddiviso al 50% tra i genitori. Non sono ammessi, neppure su accordo delle parti, frazionamenti di tipo diverso, tipo 30-70%, ma si rimette all’accordo delle parti la possibilità di attribuire il 100% dell’importo dell’AUU ad uno solo dei genitori a prescindere dalla sua convivenza anagrafica con il figlio. Se l’accordo manca quindi, il richiedente potrà percepire unicamente il 50% dell’importo, dato che dovrà dichiarare nella domanda che le modalità di ripartizione sono state definite in accordo con l’altro genitore. Non è necessario allegare documentazione, quali il [continua ..]

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8. Altri soggetti legittimati alla percezione dell’AUU

L’AUU è esteso ai nonni per i nipoti unicamente in presenza di un formale provvedimento di affido o in ipotesi di collocamento etero familiare [26]. Nel caso di nomina di un tutore o di affidatario ai sensi della l. 4 maggio 1983, n. 184 l’assegno è riconosciuto nell’interesse esclusivo del tutelato ovvero del minore in affido familiare. Il figlio maggiorenne infraventunenne può richiedere il beneficio direttamente con accredito sul conto corrente a lui intestato. Anzi, il maggiorenne può presentare domanda anche successivamente a quella presentata dal genitore che, in tal caso, viene annullata e sostituita. Il figlio maggiorenne percepirà quindi il 100% dell’assegno dal mese successivo a quello della presentazione della domanda. Questa previsione, avente lo scopo legislativo di favorire l’autonomia dei giovanissimi [27], lascia piuttosto perplessi in quanto imporrà accordi genitori-figli sulla [continua ..]

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9. Effetti della riforma

Senza ombra di dubbio il principale effetto che gli avvocati esperti in diritto di famiglia hanno potuto osservare dall’introduzione dell’AUU è la reviviscenza di contenzioso fra coppie separate o divorziate da anni. Sugli accordi conclusi o sulle decisioni giudiziali assunte sulla base dei precedenti istituti a sostegno della famiglia, hanno avuto un forte impatto, in particolare, le norme che disciplinano il diritto a pretendere il 50% dell’Assegno Unico da parte di entrambi i genitori affidatari in via condivisa del figlio. I contributi perequativi versati dall’un genitore all’altro, infatti, dovranno essere adeguati alla spartizione al 50% del nuovo beneficio, specie se i genitori non si troveranno d’accordo a che sia uno solo fra loro a percepirlo al 100%. In generale, pensando alla platea totale dei beneficiari, i miglioramenti più sensibili saranno percepiti da chi aveva redditi incapienti alla detrazione fiscale per figli a [continua ..]

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NOTE

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