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Editoriale

Giulia Sarnari, Avvocata in Roma

Come è noto, la riforma della disciplina della “filiazione” realizzata dal d.lgs. 28 dicembre 2013, n. 154 è intervenuto anche in materia di successioni con la riscrittura e la modifica di molte disposizioni di diritto successorio legate all’assetto dei rapporti familiari.

La riforma ha inciso in modo particolare sulla disciplina dei legittimari e della successione per legge e ha inciso sulle norme dettate dal codice civile sulla rappresentazione, sull’amministra­zione di beni di eredi nascituri, sulla prescrizione del diritto di accettare l’eredità, sulla evocazione delle disposizioni testamentarie e delle donazioni per sopravvenienza dei figli.

Va segnalata anche la disciplina prevista dal Reg. UE n. 650/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio del 4 luglio 2012, relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e all’accettazione e all’esecuzione degli atti pubblici in materia di successioni e alla creazione del certificato successorio europeo.

Tale corpo normativo, prevede un sistema di norme di conflitto in materia di successioni a causa di morte e si applica erga omnes e anche quando la lex successionis non è la legge di uno Stato membro, pertanto la rivista (la prima di due dedicata alle tutele e ai diritti successori nelle relazioni familiari) è introdotta dall’articolo del Notaio Damascelli che offre una approfondita trattazione del suddetto regolamento la cui conoscenza non può prescindere per un inquadramento della materia nel contesto normativo europeo.

La Dott.ssa Fasano effettua una approfondita disamina delle conseguenze fiscali di alcune attribuzioni mortis causa, mentre il Dott. D’Alessandro approfondisce una delle più spinose questione della materia successoria, quale è quella della legittimazione a far valere in giudizio la nullità o l’annullabilità del testamento.

Il Prof. Sesta e l’Avv. de Bellis prospettano, inquadrano dogmaticamente, e risolvono quattro casi realmente verificatisi nella pratica forense.

Con il primo trattano della nullità del testamento redatto per relationem, con il secondo caso, dell’azione di riduzione del legittimario parzialmente pretermesso nei confronti del donatario non coerede che è inammissibile, difettando la condizione dell’accettazione beneficiata dell’e­redità da parte del legittimario; con il terzo caso trattano della delazione simultanea che determina in capo al chiamato ulteriore, che sia nel possesso dei beni ereditari, il gravoso onere di redigere l’inventario, diversamente incorrendo lo stesso nelle decadenze di cui all’art. 485 c.c. Con il quarto caso spiegano come anche l’attribuzione di cespiti di valore modesto rispetto a quello dell’intero patrimonio può integrare una disposizione a titolo universale laddove il de cuius li abbia considerati in funzione di quota dell’intero.


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