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Editoriale

Giulia Sarnari, Avvocata in Roma

 

 

All’affidamento dei figli minori, tout court, è dedicato il numero 3 del 2020.

L’Avv. Alberto Figone apre il fascicolo ripercorrendo l’evoluzione normativa delle originarie dif­ferenti discipline sull’affidamento, a seconda dello status dei genitori (separati, divorziati, non co­niugati) fino alla riforma dell’affido condiviso che ha reso uniforme la normativa.

Nello specifico dell’affidamento condiviso tratta l’Avv. Calabrese la quale evidenzia come in forza della l. n. 54/2006 e il pensiero giurisprudenziale che ne è seguito, è regola generale cui derogare solo in casi eccezionali.

L’Avv. Vezzosi esamina il diritto alla frequentazione del figlio con i genitori nei suoi fondamenti e nella declinazione datane dalle recenti pronunce della Corte di Cassazione, mentre l’Avv. Zampetti esamina l’impatto che ha avuto la recente legislazione dell’emergenza sull’esercizio del diritto di visita le soluzioni adottate dalla giurisprudenza.

L’Avv. Serafini si sofferma su quelli che sono gli ambiti di applicazione molto limitati dell’affi­damento esclusivo, in quanto istituto residuale, evidenziando la criticità del sistema laddove il legislatore con la l. n. 54/2006 ha omesso di definire cosa intenda per affidamento esclusivo, sicché il contorno di questo istituto è esclusivamente quello tracciato dalla casistica giurisprudenziale, mentre l’Avv. de Strobel non manca con il suo articolo di evidenziare come oggi si stia venendo ad affermare una sensibilità giuridica che nega l’affidamento condiviso in tutti quei casi in cui vi sia una donna vittima di violenza. Afferma l’autrice che l’affido condiviso e la bigenitorialità “collaborativa” dopo la separazione e il divorzio sono spesso irrealistici e non sicuri in presenza di una storia di violenza domestica. Evidenzia l’autrice, che quando l’affidamento condiviso risulta contrario alla serenità e alla crescita psico-fisica del figlio, e, quindi, contrario all’interesse del figlio (minore), occorrerebbe, senza dubbio, applicare le modalità di affidamento esclusivo.

Il dott. Dogliotti tratta dell’affidamento dei minori a terzi indicando la prospettiva storica e am­mettendo, in via interpretativa, l’esistenza attuale della figura, anche se la vigente normativa formalmente oggi non la contempla, mentre il Prof. Lenti si sofferma sull’affidamento al servizio sociale nel sistema disegnato dal r.d.l. n. 1404, evidenziandone la funzione, ma anche le criticità, con l’auspicio che la Suprema Corte intervenga a riordinare la materia. Sotto questo profilo, la recente affermazione sulla ricorribilità in Cassazione dei decreti di cui all’art. 333 c.c. offre alla Cassazione lo strumento necessario sia per ricondurre tutti gli affidamenti extra-familia­ri a quello del Titolo I-bis l. 184, sia per stabilire regole operative comuni per tutto il territorio nazionale.

Infine, una specifiche trattazione sull’istituto dell’affidamento famigliare.

L’Avv. Rovacchi al riguardo ne affronta tutte le specificità, sia quando l’istituto trova applicazione concordata, che quando è disposto su ordine del giudice, la temporaneità dell’istituto e la necessità che il minore mantenga i rapporti con la famiglia di origine e al contempo la tutela degli affidatari dopo la legge sulla continuità affettiva n. 173/2015. L’autrice si sofferma in particolare sull’istituto previsto dall’art. 403 c.c. che consente alla Pubblica Autorità di collocare in un luogo sicuro il minore, in attesa che quest’ultimo venga messo in sicurezza, norma caratterizzata da spazi di discrezionalità estremamente ampi in capo all’autorità procedente stante la genericità della formulazione legislativa, che impone una rivisitazione per assicurare una piena tutela del contraddittorio, un penetrante controllo giudiziario e precise norme sulle singole fasi processuali.


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