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Editoriale

Giulia Sarnari, Avvocata in Roma

Nel 2004 Stefano Rodotà parlava della necessità di un Habeas data, «di una protezione integrale della persona nella dimensione elettronica, che adempia la stessa funzione di garanzia delle libertà che ha storicamente svolto l’Habeas corpus, l’impegno a rispettare il corpo e la libertà della persona».

Nel numero 2 del 2019 questa Rivista ha affrontato il tema del cyberspazio con approccio gius cybernetico, perché nonostante internet non sia un soggetto giuridico, dal punto di vista giuridico, la realizzazione dei vari rapporti telematici in rete richiama l’immagine di un luogo dove si instaurano relazioni commerciali e personali da disciplinare, ma anche luogo in cui vengono com­messi atti illeciti da prevenire e sanzionare (E. MAESTRI, La tutela dei minori nell’età del consenso digitale. Un approccio gius-cibernetico, in Rivista AIAF, Quaderno n. 2/2019, p. 156).

Con questo primo numero del 2020 si è voluto entrare nello specifico “spazio” del cybercrime, perché, come afferma il Prof. Picotti nell’articolo di apertura «la criminalità cibernetica richiede una risposta sempre più sofisticata ed evoluta, via via adeguata alle caratteristiche e all’evolu­zione della tecnologia che la veicola, apparendo indispensabile la convergenza di un’adeguata disciplina processuale, in particolare relativa alle attività di indagine e di raccolta, conservazione ed utilizzazione delle prove, accanto ad un’innovativa disciplina di diritto penale sostanziale».

Il Prof. Flor evidenzia come il progresso tecnologico e l’utilizzo della rete abbiano favorito la na­scita di nuove forme di violenza e delinea quale sia il quadro fenomenico attuale della violenza sul web e l’impatto che questa genera sui “soggetti vulnerabili”.

Il Dott. Salvadori tratta dell’adescamento online di un soggetto minore, l’online child-grooming e alla luce delle recenti pronunce giurisprudenziali, verifica l’idoneità della fattispecie del reato di adescamento di minori di cui all’art. 609 undecies c.p.

L’Avv. Panizzo tratta della vendetta pornografica – revenge porn, nuova fattispecie di reato (art. 612 ter c.p.) introdotta dalla l. n. 69/2019 – Codice Rosso, le cui novità l’Avv. Gentili analizza dettagliatamente, evidenziando come la clausola dell’invarianza finanziaria enunciata dall’art. 21 della legge, ponga seri interrogativi su come sarà possibile, senza risorse economiche, mettere in moto le macchine risarcitorie, formative e trattamentali, ivi previste. Per tale ragione, per aumentare il fondo del piano antiviolenza, vi è un disegno di legge che propone modifiche al Codice Rosso in modo da intervenire in maniera ancora più determinata, con provvedimenti specifici, sull’autore della violenza. La legge, come da più voci detto, ha dato una “scossa” nella prevenzione e nella repressione del fenomeno della violenza contro le donne, ma deve essere migliorata. L’Avv. Mejia tratta del sexting, ovvero del reato che si concretizza attraverso la realizzazione, lo scambio e/o la diffusione di messaggi a contenuto sessuale implicito o esplicito.

L’Avv. de Strobel si occupa del cyberbullismo e delle novità della l. n. 71/2017 che segna sicuramente un passo in avanti dal punto di vista della prevenzione del fenomeno, sia pur lasciando aperte criticità sotto il profilo della tutela processuale e la Dott. Guadagnini, psicologa, spiega perché gli adolescenti sono capaci di compiere atti di bullismo e cyberbullismo, come si può fare prevenzione, sensibilizzazione e gestire meglio l’utilizzo dei social.


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